Recensione “Il cavallo” Skye Warren

 

 

 

Il potere del piacere…Gabriel Miller mi ha portato via tutto. La mia famiglia, la mia innocenza, la mia casa. L’unica cosa che mi sia rimasta è la determinazione nel riprendermi ciò che è mio. Pensa di avermi sconfitta, pensa di aver vinto. Quello che non ha capito è che ogni pedone ha la possibilità di diventare una regina. E il gioco è appena cominciato.

Secondo capitolo della serie sella Warren. Il gioco degli scacchi fa da sempre la parte di protagonista, strategie, pedine che si scatenano in quel riquadro bianco e nero. Gli scacchi come il gioco della vita, una partita da giocare, strategie da coinvolgere, assimilare e porre in essere, non si è più semplice pedone ma si mira all’attacco al re, Gambetto del re e Scacco matto, le mosse più famose, ma se nel gioco di guerra e vita entrasse in scena il cuore?

“Tu sei l’oggetto della mia depravazione, l’obiettivo di ogni oscuro desiderio, la tela che voglio dipingere.”

Storie di Minotauro che si intrecciano agli scacchi, bugie, segreti che lentamente verranno svelati ma che non vedranno la luce interamente.

Un patto che si ritorcerà contro, un passato che incombe sui protagonisti, segreti ancora da svelare, famiglie rivali.

E se il pedone diventasse una regina? E se il Re cedesse il passo al cavallo?

Tutto ancora è da scoprire, tutto ancora è in gioco, cuore e mente, passato e presente.

Rischiare la propria regina.

E che il gioco continui.

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