Recensione “Il caso del vignaiolo vorace” di Tara Lain

 

 

 

Nel posto da cui viene Bo Marchand, gli uomini gay sono scapoli impenitenti che non hanno mai trovato la donna giusta. Adesso, però, Bo è un affermato viticoltore della costa centrale della California, ha l’intera famiglia arrivata dalla Georgia da mantenere e l’unica cosa che desidera davvero è l’affascinante e misterioso Jeremy Aames.

Il vigneto di Jeremy è minacciato dalla concorrenza di Ernest Ottersen, il viticoltore vorace che sembra essere a conoscenza dei suoi segreti di miscelazione e che riesce a soffiargli tutti i clienti. Bo cerca di aiutare Jeremy, arrivando al punto di fornirgli un alibi quando Ottersen viene ritrovato morto nella sua sala degustazione. Presto diventa chiaro che Jeremy non è chi dice di essere, e Bo deve decidere se vale la pena buttare all’aria la sua vita ordinata per un uomo che sembra non fidarsi di nessuno.

Mentre si scopre che gli integerrimi viticoltori della zona coltivano anche una natura dissoluta, la lista dei possibili colpevoli si assottiglia, fino a lasciare soltanto Jeremy. Quando Jeremy viene rapito, Bo dovrà decidere se saltare sul suo cavallo bianco e salvarlo oppure tornare a rinchiudersi nel suo armadio dorato.

Una splendida storia d’amore ambientata nel mondo dei viticoltori californiani ma non solo, a questa si innesta un complotto della mafia, un’indagine di omicidio, delle diatribe tra viticoltori concorrenti, un po’ di omofobia e molto altro.

Bo è un ragazzo del sud che ha dovuto prendersi sulle spalle un fardello più grande di lui: l’azienda di famiglia quando il padre è deceduto lasciandolo pieno di debiti. La madre e le sorelle oziano tutto il giorno, così come il nonno e gli zii, che abitano nella fattoria godendo delle entrate dell’azienda senza lavorare e senza immaginare lo sforzo e il peso che il ragazzo porta da solo. Aggiungiamo a questo che non vedono l’ora di vederlo sistemato con una bella ragazza e gli organizzano a turno degli appuntamenti a sorpresa e il quadro è completo.

Bo ama il suo lavoro e spesso non gli pesa troppo il duro lavoro, ma da quando uno dei proprietari sembra voler emergere e spazzare via la concorrenza i guai iniziano a tormentarlo, soprattutto perché a farne le spese è un nuovo viticoltore: l’affascinante Jeremy. Se per Bo era difficile nascondere a tutti la sua omosessualità, dopo l’arrivo di Jeremy è davvero impossibile.

I due si avvicineranno per aiutarsi a sopravvivere mentre la concorrenza pare schiacciarli e la vicinanza diventerà insostenibile, soprattutto visto che Bo lancia all’amico segnali contrastanti.

A questo punto l’omicidio del rivale numero uno, i fantasmi del passato, le tresche di paese e altro ancora metterà la coppia a dura prova ma l’amore vince sempre su tutto, almeno nei romanzi.

Scherzi a parte la struttura narrativa è molto buona così come la scrittura. Sembra esserci molta carne al fuoco, ma è tutto in perfetto equilibrio e dosato con sapienza, in modo da dare quel senso di suspence quando serve o di passione o di romanticismo.

Davvero un gran bel romanzo.

Consigliatissimo!!!

La nostra votazione

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