Recensione “Il cane che non sapeva abbaiare” di Barby Keel

 

 

 

Nel corso degli anni Barby Keel ha accolto ogni sorta di animali nel suo rifugio nella campagna inglese. Migliaia di cani e gatti, grazie a lei e al suo staff, hanno trovato una casa. Ma Gabby, una cucciola di Terrier dagli occhi dolci e terrorizzati, non assomiglia a nessuno dei casi che Barby ha affrontato in precedenza. Gabby ha trascorso tutta la sua vita dentro una casa. Non ha idea di come giocare all’aperto o come rosicchiare un osso. Non ha mai scavato nella terra o rotolato felice nell’erba. Ma la cosa più insolita è che Gabby non sa abbaiare. Barby sa che quella cucciola dal pelo dorato nasconde un carattere vivace, ma farne emergere il vero spirito non sarà per niente facile. E mentre si prende cura di lei, Barby si accorge che a volte le vite di un cane e di un essere umano possono incastrarsi come due pezzi di un puzzle. L’amore di Gabby sarà in grado di ripagarla proprio quando Barby e il suo rifugio ne avranno più bisogno. Gabby è una cucciola spaventata che non ha mai giocato all’aria aperta, ma Barby è pronta ad aprirle il suo cuore. Gli animali trovano sempre il modo di ricompensarci per l’amore che diamo loro.

Un libro che, nella sua semplicità, regala emozioni allo stato puro.

Un piccolo rifugio per animali randagi e senza una casa, creato dal nulla e dal sogno di una ragazzina, il “Barby Keel Animal Sanctuary”.

Barby accoglie animali di tutti tipi, vedremo scorrazzare galline, cavalli, asinelli, gatti e cani, canarini e tanti altri ancora, una fattoria vera e propria con migliaia di animali bisognosi di affetto o negli ultimi giorni della loro vita.

Io amo gli animali, infatti abito in campagna ed ho una mini fattoria, accolgo gattini trovatelli donandogli un posto in cui vivere e tante coccole, questo libro è fatto per me.

Mi immaginavo come la sessantottenne Barby a dar da mangiare agli animali e creare alloggi nuovi nonostante le ristrettezze economiche e la mancanza di spazio.

Ed è stato amore a prima vista con Gabby, i suoi occhi color nocciola che chiedevano amore, e quella sua ritrosia all’avventura.

Un legame indissolubile il loro, anche quando il destino gioca male le sue carte.

“Siamo due sopravvisute noi due. Ne abbiamo passate di tutti i colori però siamo ancora qui.”

Un libro da leggere, magari da regarare sotto l’albero di Natale, perché, si sa, i cuccioli e il Natale vanno a braccetto.

firma Claudia

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