Recensione “I giorni più belli” di Giancarlo Melosi

 

 

 

La straordinaria epopea di una famiglia ebrea sopravvissuta alla Storia

Roma, 1520. La famiglia Di Segni è una delle tante che vivono a Roma nel serraglio degli ebrei, dove la sera si chiudono i cancelli e nessuno può più entrare né uscire.

Michael, giovane capofamiglia, è già un valente cerusico specializzato nella cura delle malattie con rimedi a base di erbe, ma, a causa delle ristrettezze economiche, vive in una casa fatiscente insieme alla moglie Ruth e la loro piccola Ariela.

Un giorno, Michael viene convocato dal banchiere Agostino Chigi detto il Magnifico, da tempo affetto da un male che lo tormenta, nonostante i tanti consulti di medici cristiani. Il potente e ricco mecenate vive nel fasto di Villa Chigi con la moglie Francesca Ordeaschi, ex cortigiana, e pur di guarire è disposto anche a passare sopra al fatto che il giovane sia ebreo.

Mentre Michael viene fatto trasferire alla villa per stare notte e giorno vicino al malato, Ruth e la figlia rimangono da sole e ai limiti della sopravvivenza…

E così, a poca strada dalla residenza dei Chigi, dove si sta organizzando la sfarzosissima festa dell’anniversario del matrimonio, per qualcuno le cose si mettono davvero molto male e Michael dovrà dimostrare tutta la sua capacità di medico e la sua determinazione, se vorrà un futuro per sé e per la sua famiglia…

Una famiglia ebrea tra il 1520 e il 1560.

Roma, serraglio, a seguito della bolla di Papa Paolo IV “Cum nimis Adsurdum”, con la quale revocò tutti i diritti concessi agli ebrei e ordinò l’istituzione del ghetto romano.

Le avversità incontrate dalla famiglia Di Segni, le difficoltà di costruire un futuro per la propria famiglia.

Un pezzo storico che spacca in due opinioni, idee e storia.

Michael e la sua caparbietà, il suo lavoro di sapiente medico delle erbe e le sue “amicizie” altolocate. Medico fiduciario della famiglia Chigi e l’ex cortigiana Francesca con le sue provocazioni.

Uno scorcio di storia, un romanzo ben costruito, verità nascoste, e tanti sacrifici.

Un libro che ho letto in pochissime ore, la curiosità degli eventi ha spronato la velocità.

Storico, semplice, curioso.

ELEONORA

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