Recensione “Good morning darkness: Live in New York” di Daniela Vanni

 

 

 

 

Maya è buio. Maya è luce. Maya potrebbe essere tutto ciò che vuole, se solo decidesse da che parte stare. Brillante e professionale avvocato di giorno, seducente e folle roker di notte. In lei vivono due anime capaci di spingersi oltre qualsiasi limite. Una parte di lei è pronta a conquistare le luci di NY, l’altra rischia di perdersi nell’oscurità. E poi c’è lui, Damon. Così simile a lei, così perfettamente a suo agio negli stessi identici contrasti. Il suo ritorno nella vita di Maya stravolgerà ogni cosa. Ma entrambi conoscono fin troppo bene il dolce sapore del buio e insieme finiranno per salvarsi o distruggersi per sempre. 

E se l’amore fosse solo buio, solo cieca follia… allora a cosa servirebbe vivere in suo nome? 

Maya e Damon, un amore che consuma, una passione che distrugge, un dolore irresistibile. Cosa accadrà quando il filo che sembra tenerli insieme, alla fine si spezzerà?

in dove si spingerà Damon per andare a cercare Maya nell’oscurità? Contrasti, vite sbagliate, paura… morte. 

Fa’ la scelta giusta, Maya. Fa’ la scelta giusta!

Dolore, piacere. Tutto si ridusse a questo. Piacere infinito misto a dolore pungente. Loro erano così. Quei due potevano essere pericolosi persino per loro stessi”

Good morning Darkness (Live in New York #1) è il primo libro della trilogia #Live

Un romanzo non per tutti i palati, scritto molto bene, con una buona padronanza della lingua ma anche della psiche umana, con personaggi perfettamente caratterizzati e una storia coinvolgente e piena di sfumature.

Buio e luce sono rappresentati al meglio, forse giocando un po’ troppo sugli eccessi, mi spiego meglio: il buio è proprio buio, droga a go go, sesso senza inibizioni, promiscuità e una punta di volgarità; la luce è molto splendente con un compagno dolce e romantico ma anche passionale, un anello pronto per essere messo al dito e un ottimo lavoro che porta con se anche tante soddisfazioni. In tutto questo Maya, la protagonista, non solo è nel mezzo, ma è pienamente in entrambe le situazioni. Vive come una doppia personalità, senza riuscire a trovare la sua collocazione se non proprio nel mezzo del tutto. Non può stare né da una parte né dall’altra.

Il suo equilibrio precario, fatto di continue menzogne a tutti, principalmente a se stessa, crolla quando rivede una vecchia fiamma, Damon, che è proprio come lei.

Il lettore è così catapultato fra ambienti molto diversi fra loro, personaggi agli antipodi, situazioni surreali, violenza e amore, bene e male, bianco e nero e non sa mai da che parte stare, quasi come Maya, e vive il libro in perenne bilico, sballottato dalle emozioni.

Libro interessante, forse non il mio genere, ma interessante.

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