Recensione “Gli omicidi dei Monuments Men” di Josh Lanyon

 

 

 

Pur avendo puntata addosso l’attenzione di un pericoloso stalker, l’agente speciale Jason West sta facendo del suo meglio per concentrarsi sul lavoro e ignorare i problemi personali.

Il suo caso più recente implica però il coinvolgimento di un membro dei Monuments Men nel furto e, forse, nella distruzione di un dipinto perduto di Vermeer che fa parte del patrimonio culturale mondiale. Il capitano di corvetta della Naval Reserve Emerson Harley, oltre a essere stato un eroe della Seconda guerra mondiale, era il nonno di Jason, il suo idolo d’infanzia. Anzi, ha giocato un ruolo importante ispirandolo a entrare nella squadra Crimini artistici dell’FBI.

Per Jason, venire a sapere che il leggendario nonno potrebbe aver chiuso un occhio sul fatto che i soldati americani, alla fine della guerra, abbiano “affrancato” opere d’arte inestimabili non è solo spiacevole. È devastante.

Jason è deciso a riscattare il nome del nonno, anche se questo significa infrangere lui stesso un po’ di regole e disposizioni, mettendosi in rotta di collisione con il suo partner nella vita, il capo dell’Unità analisi comportamentale Sam Kennedy.

Nel frattempo, qualcuno nell’ombra temporeggia…

Quarto volume della serie Monuments men che mescola amore e thriller con sapiente maestria e che fa dell’adrenalina il suo punto di forza. Il coinvolgimento è infatti totale perché le indagini viaggiano di pari passo con la storia romantica, e ogni cosa non è lasciata al caso, ogni ambito infatti è ricco di particolari e di analisi minuziose.

Ritroviamo Jason, che personalmente adoro come tutti i personaggi tormentati e fragili, e il suo partner Sam che in questo episodio ho un pochino odiato, ma per sua fortuna ha saputo riabilitarsi.

La storia verte su un’indagine di furto di un quadro durante la Seconda Guerra Mondiale e pare sia coinvolto proprio l’amatissimo nonno di Jason. Inutile dire che il ragazzo farà di tutto per risolvere il mistero e riabilitare il nonno.

Oltre alle indagini la trama si intensifica anche grazie al rapporto combattuto fra i due protagonisti, assistiamo a una battuta d’arresto, a mille dubbi, a un periodo di crisi. E’ un momento importante nella storia della coppia che giunge a un bivio e deve decidere che strada prendere.

Adranalinico, introspettivo, passionale e tutto con un ritmo molto serrato che tiene inchiodati alle pagine. La Lanyon non sbaglia un colpo, ha uno stile inconfondibile, preciso e fluido che sa catturare l’attenzione.

Consigliatissimo!!!

ELEONORA

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