Recensione “Fuoco sotto la cenere” – SERIE: Salus Security #1 di Teodora Kostova

 

 

 

«Hai assunto il mio ex per farmi da guardia del corpo?»

Quando Alec ha lasciato New York, e ha lasciato me, ero un vero casino e i miei giorni erano uno sfocato susseguirsi di alcool, feste e sesso senza senso.

Fino a quando mia sorella non è quasi morta in un incidente stradale e la sua ripresa è stata la sveglia di cui avevo bisogno.

Adesso, tre anni dopo, mi sono dato una ripulita, sono sobrio e sono finalmente diventato il figlio che mio padre ha sempre voluto che fossi: l’erede della Van Dorf Media Group.

Ma far parte di una delle famiglie più influenti d’America ha degli svantaggi, come dei fantastici suprematisti che cercano di ucciderti.

La soluzione di mio padre? Assumere Alec Bonovich per proteggermi.

Non importa che sia il mio ex.

Non importa che mi basti vederlo perché il cuore mi salti in gola.

Non importa che sia l’unico uomo che mi abbia mai spezzato il cuore.

Perché Alec è il migliore.

Ed è l’unico di cui mi fidi per proteggermi, ora che la mia vita è in pericolo.

Fuoco sotto la cenere è il primo libro della Serie Salus Security. Questo romanzo ha per protagonisti una guardia del corpo che vuole una seconda occasione, il riluttante erede di un impero mediatico che non pensa di meritare una seconda occasione e una sottotrama di suspense con un pizzico di angst. Tutti i libri della serie possono essere letti come stand-alone, ma leggerli in ordine offrirà al lettore un’esperienza più ricca

Hi guys,

oggi vi parlo del libro “Fuoco sotto la cenere” di Teodora Kostova, primo volume della serie Salus Security.

 

Premessa, credo di aver letto quasi tutti (se non davvero tutti) i libri tradotti di questa autrice e mi sono sempre piaciuti molto – tant’è che di molti ho anche i cartacei – ma stavolta non sono davvero riuscita ad apprezzare a pieno questa storia.

 

Cercherò di spiegare il perché, anche se in realtà non c’è un solo motivo, quanto più tante piccole cose che mi hanno fatto storcere il naso o che non ho apprezzato fino in fondo.

La prima parte del libro è ambientata nel passato ed è molto riassuntiva e questo ha fatto sì che non riuscissi a legare con i personaggi perché manca proprio quell’approfondimento, soprattutto emotivo, che di solito mi serve proprio a creare una certa connessione. Quando la narrazione si sposta nel presente, la situazione migliora leggermente, perché, avendo un focus sulle loro azioni, sono riuscita a capirli meglio.

Il problema, però, è che la storia è raccontata tutta dal punto di vista di Zach e questo fa sì che ci sia uno squilibrio. In pratica, quel poco o niente che sappiamo di Alec è Zach a dircelo.

In generale, il pov unico è un grattacapo, perché si deve riuscire a descrivere tutto senza lasciare vuoti, stavolta però la Kostova non ci è riuscita e, soprattutto per quanto riguarda la parte emotiva, manca di spessore.

Inoltre, l’intera vicenda gira proprio intorno a Zach: i suoi problemi con la notorietà, il suo carattere fragile, la sua sicurezza eccetera eccetera, quindi, come dicevo, vi è proprio uno sbilanciamento, e Alec risulta un personaggio quasi solo “abbozzato”.

 

Con questi presupposti è ovvio, che anche se l’idea di loro sulla carta funziona, a livello “pratico” non ci sia armonia e non si percepisca la connessione che mi sarei aspettata, anzi, a livello di sensazioni, non mi hanno trasmesso un granché.

Quindi alla fine tutto il libro mi è sembrato “piatto”, poco coinvolgente a livello emozionale e lo stile molto semplice scelto per descrivere tutto non ha di certo aiutato.

 

Non posso dire che sia una “brutta” lettura, con errori o altro, ma stavolta il mio voto non può essere superiore alla sufficienza.

 

Peccato, anche perché dalla trama sembrava molto intrigante ed ero davvero super curiosa.

Ancora gli altri libri della serie non sono usciti, ma darò loro un’altra possibilità, perché ho sempre apprezzato i romanzi della Kostova e uno “scivolone” ci sta.

 

firma Claudia

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