Recensione “Fiori del vento” di Alice Gerini

 

Non sempre la scelta giusta è quella più semplice.

A seguito di un incidente stradale e di un lutto di cui si sente responsabile, Marcel prende la drastica decisione di allontanarsi da un mondo che lo sta soffocando. Dopo un funerale che gli lacera il cuore a metà, Marcel chiede a Luke, migliore amico e tour operator, di trovargli un posto in cui scappare.

È così che Marcel si ritrova a Narai-juku, un paesino remoto del Giappone. È il luogo perfetto: lontano, sperduto sulle montagne, con il cellulare che prende a malapena. Il suo alloggio è una struttura tradizionale che sembra averlo portato indietro nel tempo.

È qui che incontra Inari.

Anche Inari ha un lutto sulle spalle e sta lottando per tornare a vivere. Il suo amato albergo è sull’orlo del fallimento e l’unico uomo che potrebbe aiutarla ha deciso, anni prima, di voltarle le spalle. Non le resta che vendere l’attività e con essa i suoi sogni, a meno che non accetti l’aiuto di quello straniero dagli occhi blu e profondi che sembrano nascondere il suo stesso dolore…

 

La storia di un’anima tormentata, di un lutto e un senso di colpa insormontabile. Della speranza di poter rinascere e della consapevolezza che al di là della morte esiste un’altra vita, perché, come insegna la leggenda di Sakura: le persone non muoiono, cambiano solo forma.

 

Il Giappone sarà meta del mio prossimo viaggio, o comunque è una destinazione che spero di visitare a breve, pertanto, mi ritrovo a leggere parecchio su questo argomento e qualsiasi storia ambientata in questa nazione cattura la mia attenzione.

Che sia letteratura rosa o romance BSDM, o ancora uno sport romance o semplicemente contemporary, quando leggo “Tokyo” o simili, lo prendo ad occhi chiusi.

Mi affascina la loro cultura, il loro porsi nei confronti dei sentimenti, il non sbilanciarsi in pubblico per poi dare tutti loro stessi nel privato… riservati per natura, passionali e oltre nell’intimità, una cultura che tra enigmi e misteri incuriosisce lettore e turista.

Occidente che si scontra con l’Oriente ed è subito fuoco, mistero, passione, enigmi, sogni…

La scrittura dell’autrice ti cattura, ti plasma insieme ai protagonisti e non riesci ad uscirne neanche a volerlo.

Io ho sofferto insieme a Marcel nel suo lutto, ho gioito insieme a Inari nella sua intraprendenza: rinsavita, incuriosita e oltre.

Alice è un’autrice che in punta di piedi riesce a cogliere l’animo dei protagonisti rendendolo a noi lettori umano, infinito, immenso.

Adoro la sua scrittura, il suo modo di porsi, il suo modo di spiegare le cose, le sue storie, i suoi personaggi che per gran parte del tempo li trovi rotti, spezzati, difficili e che poi alla fine li vedi completi… collocati nel giusto posto.

Letto tutto d’un fiato in una notte qualunque, la lettura ha solo confermato la mia opinione: un’autrice che merita e che vi invito a leggere.

 

 

 

 

Anna

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