Recensione “Fino all’ultimo post-it” di Sophie Simonitti

 

Samuel e Jacqueline.

A diciotto anni i loro occhi si incrociano per la prima volta nei corridoi della West Seattle High School. Accomunati da ferite simili, danno vita a una silenziosa corrispondenza fatta di Post-it, finché all’improvviso il ragazzo interrompe quegli scambi, senza motivo.

A trent’anni si ritrovano nella maniera più inaspettata: Jacqueline è appena stata assunta per fare da baby-sitter ai figli di Samuel. Fin da subito l’attrazione è palpabile, come anche l’astio ingiustificato che l’uomo nutre nei suoi confronti. Perché sembra avercela con lei, ora come dodici anni prima? E come mai, malgrado la sua famiglia e le sue ricchezze, appare come la persona più sola e infelice del mondo?

Nonostante tutto, i loro occhi continueranno ancora a cercarsi. Come i loro cuori. Ma Samuel ormai è off-limits. È il suo capo, un marito e un padre di famiglia. Eppure, si sa: se due anime sono destinate a stare insieme, troveranno sempre il modo di raggiungersi. Dopo tanti anni, il lieto fine agognato non è mai stato così vicino… o così lontano.

“E più lo guardo, più sento i contorni del mio cuore iniziare a colare, sciogliendosi come cera sotto a quello sguardo che brucia più del fuoco.”

 

Non è il primo libro che leggo di questa autrice e non sarà neanche l’ultimo! Questa ragazza sa come scrivere e per fortuna lo fa!

Visto che, ormai, l’ho già annoverata nella mia top 10, non posso che parlarne bene: scrive benissimo, sa come catturare l’attenzione del lettore senza dar modo a nessuno di distogliere lo sguardo dalla storia che avviene proprio davanti ai nostri occhi tanto è realistica. Sa come narrare una storia e far interagire i personaggi che hanno sempre qualcosa di speciale. I suoi romanzi sono profondi ma si nascondono dietro a una maschera di leggerezza che, comunque, ci piace.

 

Jacqueline e Samuel sono due personaggi intensi, in grado di comunicare attraverso gli occhi molto più che grazie alle parole, esprimono emozioni e sentimenti con maggior facilità perché si sono rinchiusi in prigioni create da loro stessi, in cui ogni mattone è stato attaccato all’altro con estrema forza.

Non ho letto questo libro, l’ho divorato! Perché è così che si fa leggere, il lettore deve sapere cosa sta per accadere e non c’è momento in cui il cuore smette di palpitare.

Bello, emozionante, a tratti divertente e dolcissimo!

 

 

 

samanta

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