Recensione “Enemies Abroad: In viaggio con il nemico” di R.S. Grey

 

 

 

Io e Noah Peterson siamo nemici. Non nel senso figurato: lo detesto con tutto il fiato che ho nei polmoni e lui, credetemi, ricambia con entusiasmo. Lo sanno tutti, dai nostri colleghi ai nostri amici, fino alla barista di Starbucks che ogni lunedì scrive “S. Tronzo” sul suo bicchiere—su mia richiesta. Insegniamo nella stessa scuola, e ogni mattina ci affrontiamo con sarcasmo, battute taglienti e guerre silenziose nei corridoi. Non possiamo litigare davvero – il licenziamento incombe – ma ci sfottiamo con tanto ardore che sembra quasi… personale.

Quando arriva l’estate, di solito tiro un sospiro di sollievo: due mesi senza dover incrociare il suo sguardo strafottente. Ma quest’anno, il destino decide di giocare sporco. La scuola cerca due insegnanti volontari per accompagnare un gruppo di studenti a Roma, e l’assegno bonus è troppo allettante per lasciarselo sfuggire. Nessuno dei due vuole cedere. Nessuno dei due si tira indietro.

Così, ci ritroviamo a condividere voli, hotel e giornate intere… sotto il sole italiano. Quello che non avevamo previsto? Che la linea sottile tra odio e attrazione potrebbe sciogliersi più velocemente di un gelato in piena estate.

Una professoressa rompiscatole, una di quelle che adora piani, protocolli, tabelle di marcia e itinerari organizzati: Audrey.

Un professore fuori dalle righe, amato da tutti gli alunni: Noah.

Battibecchi e scherzi tra di loro sono all’ordine del giorno, è saputo e risaputo nell’intero istituto che tra i due insegnanti non c’è di certo simpatia e cosa può succedere a due professori che si odiano a vicenda? Andare in gita insieme e, non una semplice gita, ma una vacanza studio che ogni anno viene indetta nelle ultime classi a Roma.

Quattro settimane insieme a “vegliare” su dei ragazzi scapestrati e in piena crisi ormonale.

Sarà l’effetto del sole italiano, del buon cibo, dell’atmosfera stile “vacanze romane”, sta di fatto che ci ritroveremo a tifare per qualche “incontro ravvicinato” tra i due prof.

Scritto interamente dal pov femminile io ho stra-adorato Audrey, le sue paranoie, le sue insicurezze, il suo spirito libero.

Ho amato anche Noah e quel suo fare silenzioso e ombroso, un uomo amante dei silenzi e delle azioni e poco delle parole.

L’ho letto in macchina, durante una gita fuori porta e mi ha fatto sognare questo amore così allegro, spiritoso e totalizzante.

Anna

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