Recensione “DOUBLE 2” di Silvia May

 

 

 

 

 

 

Non puoi fuggire dai tuoi desideri.

Non puoi fuggire dal tuo odio.

Non puoi fuggire dall’amore.

Daniel è un uomo forte, capace di sopportare enormi tensioni, di portare avanti progetti di lavoro ambiziosi sotto profondo stress senza venirne mosso di un millimetro … eppure una donna è riuscito a portarlo al limite, è riuscita a confonderlo, a farlo vivere sotto una pressione intollerabile che gli ha avvelenato la vita.

Daniel la odia eppure è attratto da lei.

La passione è forte, di quelle che bruciano l’anima, che inceneriscono ogni pensiero, che non danno vie di scampo e non gli resta che cedere e diventarne schiavo, servo di colei che, più di tutti, lo ha ferito, gli ha saccheggiato ogni speranza di poter essere felice.

Helena non c’è più. A Berlino la sua vita è deragliata. La sua maschera è andata in frantumi.
Lei che ha sempre blindato i sentimenti, che non si è mai coinvolta, che ha fatto del distacco e del vuoto emotivo la sua casa, è rimasta schiacciata e sconfitta dall’unico e solo sentimento vero che ha provato in vita sua: l’amore per Daniel.

Non le resta nulla, solo macerie.

Christine ha vissuto un sogno d’amore che è durato poche ore e anche della sua vita non restano che i rottami di un ricordo sbiadito di come poteva essere e, invece, non sarà mai.

Anche lei ama Daniel ma è consapevole che lui non sarà più come prima, che tutto è cambiato e che solo odio e un livore nero, è quello che avrà da lui.

“Non c’è amore per te” le dice e sulla sua pelle prova come un uomo possa diventare cattivo.

Daniel è esasperato: un’ossessione erotica lo sta dilaniando. Non sa più cosa vuole davvero ed è disposto a tutto pur di liberarsi da quell’assillo che lo tiene sveglio la notte.

… Ma quando crede di aver trovato la sua strada, di aver compreso cosa realmente desidera il suo cuore, ecco che una nuova verità si delinea all’orizzonte e i tasselli del puzzle vanno al loro posto, restituendogli una foto della realtà completamente diversa dai suoi sogni e dalle sue illusioni.

Tra New York, Mosca e Londra le vite dei protagonisti di Double si intrecciano ancora una volta, dipanandosi in una trama dove niente è come sembra e dove quello che credi di sapere crolla di fronte all’evidenza davanti ai tuoi occhi … ma sarà davvero così?

Finisco di notte il primo volume della serie odiando l’autrice abilissima nel far soffrire il lettore che spera ingenuamente nel lieto fine fino all’ultimo secondo e invece viene accompagnato per mano su un baratro a guardare un grande amore andare in frantumi.

Così mi armo di santa pazienza e mi incammino lungo il nuovo sentiero del secondo volume pronta a dare battaglia.

Daniel, che ho inizialmente odiato e poi amato alla follia, è annientato dal dolore e chi già lo conosce sa che quando soffre quest’uomo ha un solo modo: distruggere chi lo ha fatto soffrire. Inizia così una campagna anti Christine, che diciamola tutta un po’ se la merita dopo quello che ha fatto.

Nella mia testa intanto un campanellino suona per ricordare che in questa serie niente è come sembra, ma non voglio dargli peso, non ora che il povero Daniel soffre le pene dell’inferno. Ma io dico, ha tra le mani un uomo come lui, forte, potente, affascinante, che non ha mai amato nessuna prima di lei, si era messo perfino in ginocchio aprendole il cuore e lei che fa??? No, deve soffrire.

Solo che Daniel quando distrugge l’avversario è davvero spietato, troppo, ok a metà libro inizio a parteggiare per lei, perché anche Christine nella vita ha avuto la sua montagna di guai, anche se ancora non li conosciamo tutti.

E quando inizio a odiare Daniel che succede? Christine ne fa una ancora peggiore della prima. Vorrei lanciare il kindle contro il muro, ma temo che mio marito alle 2 notte potrebbe prendersi un colpo.

Signore vi dico solo una cosa, leggete questo libro ed entrate nel club “Meniamo l’autrice perché è più diabolica di Daniel”. Un romanzo che non è di certo rilassante, è una corsa su una montagna russa lanciata a tutta velocità, con anche giro della morte a testa in giù. E io che faccio? Corro a iniziare il terzo volume perché devo sapere come va a finire.

SENSUALITA’

RECENSIONE DI

EDITING A CURA DI

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