Recensione di “oltre la finestra”, di Alessandro Petrelli

 

 

 

 

La follia è lo sfogo dei sentimenti occultati. Ce lo dimostra questo libro, scritto in prima persona, che accatasta lo splendore della costa salentina, lo spirito dolente di un uomo in cerca di vendetta e la sinergia di un gruppo di amici che maschera la precarietà della situazione italiana attuale. La storia è ambientata a San Foca agli inizi del 2014. Il protagonista è Davide, un ragazzo rimasto orfano a causa di un incidente, che vive con le due sorelline, la nonna e tre amici nella desolata San Foca. La comparsa di uno sconosciuto e le sue minacce costringeranno i ragazzi a muoversi e a scavare nel passato, riportando alla luce una terrificante storia. Nuovi personaggi e nuove verità sconvolgeranno l’esistenza del protagonista sollevando dei dubbi sul suo presente e sul suo passato, fino allo spiazzante colpo di scena finale.

 

Il protagonista è un ragazzo con un passato sofferto che, dopo la perdita dei genitori va a vivere insieme alle sorelle dalla nonna. Un ragazzo per bene, con amici sinceri e con una ragazza che lo adora .Leggendo questo libro inizialmente mi sono sentita un po’ distante dal protagonista del racconto, lo percepivo freddo e distante. solo andando avanti mi è diventato familiare ed è riuscito perfino a farmi sorridere con alcune delle sue espressioni o dei suoi pensieri.

Bello leggere un racconto e vivere le immagini di posti bellissimi, descritti in maniera così ricca di dettagli e di passione. Non riuscivo a capire cosa stavo leggendo finché quel fitto mistero ha cominciato ad annebbiarmi l’anima. Ho provato una serie di emozioni ,ho assaporato la paura, il dolore, l’ansia, la rabbia e l’amore per la famiglia.

Si parla di legami importanti, di amicizia, di un passato che forse trancerà inevitabilmente il futuro.

Scritto dal punto di vista maschile e ci ho messo un po’ a immedesimarmi nei panni del protagonista, ma appena mi sono sentita a mio agio sono stata rapita dalla storia. Complimenti per l’accuratezza del linguaggio, un libro piacevole da leggere che però mi ha fatto stare emotivamente “male”. Per chi è in cerca di emozioni ecco, questo è un libro da non perdere .

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