Recensione di “Il guerriero delle Highland” di Terri Brisbin

 

 

 

Scozia, 1370 – Ciara, innamorata da sempre di Tavis MacLerie, era ancora troppo giovane quando lui si è sposato. Tuttavia, ora che il formidabile guerriero è rimasto vedovo, i suoi sogni di fanciulla potrebbero compiersi. Quando gli dichiara il proprio amore e gli propone il matrimonio, però, Tavis rifiuta, convinto che lei meriti di meglio. Poi il laird dei MacLerie sceglie per Ciara un altro uomo e ordina proprio a Tavis di accompagnarla dal futuro marito. A quel punto soffocare la voce del cuore diventa impossibile, ma potrebbe essere già troppo tardi.

 

Mi è stato consigliato di leggere questo libro, un romanzo rosa, ambientato in Scozia, luogo da me più volte visitato e amato. I protagonisti mi hanno incuriosito praticamente subito: Lui, Tavis, è un guerriero di un clan, tipico maschio tutto ormoni e muscoli, ma dal cuore fragile e le emozioni instabili, lei, Ciara (ndt: si legge Kira) una ragazza dal passato un po’ incerto, bella, vivace, intelligente e colta cosa rara per le donne che in quell’epoca venivano “addestrate ” solo a far da mogli e da madri. Lei era una donna con buone dosi di testosterone nel DNA.  Innamorata fin da bambina di Tavis.

Leggendo questo libro di 400 pagine di sentimenti negati e ormoni impazziti , si scorrono un po’ una serie di emozioni e di legami : l amore materno, un patrigno  affettuoso, il legame di una forte amicizia , la fedeltà e il rispetto. Insomma ci sono gli aspetti principali che caratterizzano il percorso di una vita. All’inizio l’ho trovato lento, ma poi ha preso il via ed è stato praticamente impossibile chiuderlo e non proseguire tutto d’un fiato .Un pò prevedibile fin dalle prime pagine ci regala comunque qualche colpo di scena .Ho trovato leggermente irritante il modo in cui Tavis chiama la protagonista, “piccola”, non so spiegare ma lo trovavo irritante e distante dal linguaggio dell’epoca .

Mi sarebbe panciuto che ci fosse stata qualche descrizione dei luoghi dove si svolge la storia. Ho provato, leggendolo, una serie di sentimenti contrastanti: dalla voglia di prendere a sberle lui, all’emozione nell’immaginarlo  con il kilt e le gambe muscolose al vento. Un po’ delusa sul finale, dove non si parla più della migliore amica di Ciara, Elisabeth, la quale fa una caduta di stile nel corso della storia e poi sparisce. Mi sarebbe piaciuto leggere cosa le fosse accaduto poi.

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