Recensione “Devo dimenticarti” di Matteo Forlani

 

L’amore vero non si misura da chi resta. Si misura da chi, anche se va via, continua ad abitarti dentro, anche quando non puoi più sentirlo vicino.

Si può smettere di amare qualcuno?

Alla Lethe Labs, dicono di sì. La loro tecnologia permette di individuare il ricordo esatto in cui tutto è iniziato, l’istante in cui l’amore ha preso vita, e di cancellarlo per sempre. Il resto rimane intatto: il nome, il volto, la storia condivisa… ma il sentimento svanisce, come se non fosse mai esistito.

Jake ha deciso di provarci.

Vuole dimenticare Tom, la persona che gli ha insegnato cosa significa amare, ma che ora è solo un dolore insopportabile. Per riuscirci, deve rivivere cinque ricordi, ripercorrere la loro storia e trovare quel singolo istante in cui tutto ha avuto inizio.

Ma più si immerge nel passato, più si rende conto di una verità devastante: l’amore non si riduce a un momento. È ovunque. È nei dettagli. È in tutto.

E se il dolore fosse l’ultima cosa che lo lega ancora a Tom?

E se cancellarlo significasse perdere l’unica cosa che gli resta di lui?

Devo Dimenticarti è un racconto breve sulla forza dei ricordi e sull’impossibilità di cancellare davvero un amore. Un viaggio struggente tra nostalgia e rimpianto, dove ogni istante, anche il più piccolo, può diventare eterno.

Perché possiamo scegliere di dimenticare.
Ma il cuore, quello no, non dimentica mai.

 

Quando un amore finisce, è a tutti gli effetti un lutto. Vedi svanire ogni sforzo fatto per far funzionare le cose e sfumare quel futuro insieme in cui avevi creduto. C’è chi riesce ad andare avanti, a ritrovare un senso e magari ad aprirsi a un nuovo amore, e c’è chi resta del tutto incatenato al passato. Una zavorra sul petto che ti toglie il sonno, il fiato e la voglia di affrontare la giornata.

“Ci sono persone che il tempo non attraversa ma si fermano dentro di noi, come una ferita che ha imparato a respirare”

È proprio qui che troviamo il protagonista di questo romanzo breve. Jack è a un punto tale da voler ricorrere alle maniere forti pur di tornare a respirare: cancellare i ricordi. Non tutti, sia chiaro, ma quelli chiave, quei “semi” che hanno fatto scattare la scintilla con Tom.

La storia è ambientata in una realtà tecnologica e all’avanguardia dove esiste un servizio in grado di rimuovere questi “inneschi” dal cervello. Per poterli eliminare, però, c’è una condizione: bisogna prima rivivere i cinque ricordi “chiave”, uno per uno, per individuare quello giusto. Inizia così un viaggio intenso e profondo, fatto di ricordi, analisi e la dolorosa consapevolezza di quanto certi momenti ci abbiano segnati dentro. Ma alla fine… Jack sarà davvero pronto a cancellare Tom dalla sua vita, o preferirà tenersi stretto quel dolore pur di custodire ciò che di bello c’è stato?

Durante la lettura non ho potuto fare a meno di chiedermi: io arriverei a tanto pur di non soffrire più?

Alcune rotture in passato mi hanno devastata, ma l’essere giovane mi ha dato la forza di rialzarmi, andare oltre e ricostruire. Se succedesse oggi, però? Dopo anni condivisi, una vita costruita insieme e la prospettiva di invecchiare fianco a fianco… avrei davvero la forza di superarlo? Non amo mettere limiti alle possibilità: certe cose bisogna viverle per capirle fino in fondo, quindi non me la sento di escludere nulla.

Leggere questo libro è stato un percorso doloroso e dolcissimo allo stesso tempo. Tra le pagine ho trovato verità innegabili: in fondo noi siamo esattamente tutto ciò che abbiamo vissuto. Potremmo davvero essere gli stessi senza il nostro passato?

Un romanzo intenso, struggente ed emozionante.

“Il dolore è il prezzo che paghiamo per aver amato davvero”

Anna

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