Recensione “Destini intrecciati” di Anna Rivolta

 

 

 

 

Un diario abbandonato su un aereo è il muto grido d’aiuto di Martina, impotente testimone di un omicidio del quale scopre gli inquietanti retroscena attraverso intuizioni a fior di pelle a cui la polizia non crederebbe mai.

Il destino, però, ha un piano anche per lei dopo tante delusioni. A trovare il diario è Leonardo, neuropsichiatra studioso di esperienze extracorporee, brillante sul lavoro ma alla deriva nella vita privata. Entrambi vorrebbero mettere ordine nella confusione della loro esistenza. Nell’intreccio delle loro strade scopriranno che le risposte razionali a volte non bastano, perché l’unica risposta possibile è l’amore, in tutte le sue forme.

Un romanzo originale che propone degli spunti riflessivi di notevole interesse.

Martina assiste all’omicidio di una sua alunna, ma non può denunciare il caso alle forze dell’ordine perché non ha proprio “visto” con gli occhi la tragedia ma ne è stata spettatrice con una visione extracorporea. Da tempo alla ricerca di risposte e di metodi che l’aiutino a gestire e capire la sua abilità, Martina ha l’animo devastato. La vita privata è uno sfacelo e l’incapacità di far arrestare un feroce assassino non le dà tregua, decide così di compiere un viaggio in Venezuela da una cara amica. In viaggio lascia dietro di sé un oggetto, un diario che nelle mani giuste può cambiarle la vita, e non solo a lei, anche a chi lo ha trovato. Leonardo, neuropsichiatra e studioso proprio di esperienze extracorporee, non solo è l’uomo adatto per crederle e darle fiducia, ma quello che la farà innamorare innamorandosi a sua volta.

Ecco che il destino gioca brutti scherzi, o meglio, intrecci interessanti. Martina e Leonardo non si conoscono eppure basta il caso a farli incontrare e incastrare come la famosa mela di Platone.

Un bel romance, ma al contempo un eccellente trattato sulla psiche umana, sui fenomeni post mortem, sulle esperienze extracorporee e su tutto ciò che ancora non si può spiegare ma è sempre intrigante ipotizzare, e ancora di più un bellissimo viaggio nella spiritualità in giro per il mondo e dentro noi stessi. Non dimentichiamoci che è anche un thriller di tutto rispetto, dove un assassino scorrazza libero perché nessuno ha le prove dei suoi crimini pur avendolo visto bene in faccia.

Un ultimo appunto sulla scrittura e sullo stile dell’autore. Sicuramente coinvolgente, a tratti molto tecnico col rischio di “annoiare” un pochino il lettore più svogliato, ma preciso e scorrevole.

Un ottimo romanzo che stra-consiglio!!!

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