Recensione “Dark Skye” di Kresley Cole (Gli immortali vol.13)

trama

Nonostante siano passati secoli da quando ha perso l’unica donna che abbia mai desiderato, Thronos, principe di Skye Hall, sa che il tempo non potrà mai lenire l’eterno bisogno di lei. Il desiderio di ritrovarla diventa un’ossessione, capace di distrarlo pericolosamente dalle vicende politiche del proprio clan, i Vrekener.
Lei è Lanthe, una potente maga che ora sembra aver perso il controllo delle sue abilità. Nonostante tenti di negarlo, soprattutto a se stessa, non ha mai dimenticato Thronos, l’angelo caduto che l’ha protetta fino alla notte in cui la violenza ha preso il sopravvento…
Da quel momento, tutto è cambiato. Le rispettive famiglie si sono dichiarate un’eterna guerra, e Thronos e Lanthe sono diventati nemici giurati. Ma sotto le braci del legame che li ha uniti in passato continua ad ardere la passione, una passione più forte dell’odio, che forse può scacciare anche i dubbi più cupi.

recensione

Il primo insegnamento che si apprende da questo volume è tanto semplice quanto inaspettato: per quanto tu possa tentare di sfuggire al destino questo ti inseguirà fino a raggiungerti…
La seconda cosa che ti insegna, invece, è che la realtà non è mai come sembra: finché non avrai il coraggio di ascoltare direttamente dal responsabile le motivazioni delle azioni che compie, non potrai avere un’opinione sincera.
Entrambi i protagonisti di questo libro, Melanthe e Thronos, hanno vissuto centinaia di anni subendo il dolore di scelte sbagliate, nella convinzione di non avere altra scelta: lei di fuggire da una sorta di demone alato che la braccava per ucciderla; lui di inseguire la sua compagna destinata, per impedirle di esimersi dal loro destino coniugale.
È così assurdo avere il solo scopo di catturarla per garantirle l’opportunità di redimere finalmente il suo passato da libertina e renderla una moglie ideale, come si conviene ad un vrekener? Sarebbe l’unico modo per permetterle finalmente di figliare e vivere per sempre felici e contenti o, meglio, corretti e onesti. La felicità rischia di diventare un offendimento, perché nel regno da cui Thronos proviene la correttezza è tutto, e certe emozioni possono portarti solo sulla cattiva strada… Peccato che la compagna che ha conosciuto da bambino sia scappata da lui per centinaia di anni, diventando una stregona libertina dedita alle feste, all’alcol e al gioco d’azzardo…
La bella Melanthe, al contrario, non ha nessun problema nel godersi la vita: si ricorda bene dell’affetto che provava per il piccolo Thronos, conosciuto in tenera età, e di quella dolce amicizia che stava per sbocciare in amore.
Sarebbe disposta anche a dimenticare il fatto che a causa sua i suoi genitori sono morti… In fondo, dal canto suo, è colpa di Lanthe se il vrekener è sfregiato e prova dolori in tutto il corpo da centinaia di anni: lo ha obbligato lei stessa, mediante i suoi poteri, a buttarsi da un castello senza aprire le ali… Non si potrebbe dire che sono pari?
Se solo lui non continuasse a chiamarla “la sua punizione” e non avesse ammesso di averla voluta uccidere con le sue stesse mani, se non fosse stata la sua predestinata… se solo non la facesse sentire una puttana ogni volta che le parla… se solo fosse vero amore quello che li lega, lei, beh, sarebbe disposta a dimenticare tutto.
Anche le ripetute morti della sorella, causate dalle guardie di Skye, che l’hanno costretta a prosciugare uno dei suoi poteri.
O forse no, anche se i suoi problemi non fossero nei confronti di Thronos, ma solo… beh, con tutto il resto?

Sensualità:

cuori5

Recensione:

pandora

Editing:

mandy

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