
Lei è un’assassina d’élite, lui l’uomo che le ha salvato la vita. Ora sta per riscuotere il suo debito.
Dahlia è la Rifiorentissima, l’agente più quotata del Vivaio, un’organizzazione segreta di spie e assassine: si fanno chiamare Fiori. Agenti bellissime e letali, prive di emozioni. Ma non Dahlia: lei è… il Fiore fuori dal bouquet. È maldestra, pigra, imprevedibile, le sue emozioni sono tutt’altro che sopite. Eppure, per un colpo di (s)fortuna, è considerata la migliore. Intoccabile. Inarrivabile. Quello di Rifiorentissima è un titolo che non sente suo… e che potrebbe farle crollare il mondo addosso da un momento all’altro. Il suo passato la tormenta come un chiodo fisso, di ruggine e vendetta, e l’unico che può offrirle la libertà è lui… Rune: l’uomo scontroso ed enigmatico che le ha salvato la vita. Occhi di ghiaccio, l’accento svedese, le mani sempre coperte da guanti di cuoio. L’uomo che l’ha sottratta a morte certa e a cui deve tutto. Colui che le ha rubato il suo primo, vero bacio. Eppure, gli uomini come Rune non salvano qualcuno senza un tornaconto personale. E quando il momento di riscattare il debito arriva, Dahlia capisce che il conto da pagare è più alto di quanto non avrebbe mai immaginato. A volte, la libertà, come la vendetta, può valere un caro prezzo… Ma è meglio avere un cuore spezzato o perdere tutto?

Vogliamo aggiungere la carta della Spy Story alla mano vincente delle produzioni di Laura? Certamente sì, ed è una carta meritatissima.
Quando un autore che ami esce dalla sua comfort zone hai sempre paura che l’azzardo possa fartelo piacere meno. Laura ci aveva già provato con un Chick Lit (Plot twist) dal quale era uscita ancora più sfolgorante e ricoperta di glitter rosa, ma ammetto che non sapevo come avrei gestito una sua Spy Story.
Riconosco la sua scrittura a occhi chiusi eppure, stavolta, all’inizio mi sono sentita smarrita: c’era la sensazione di comfort e coinvolgimento nella trama, ma non trovavo “lei”. Poi, pagina dopo pagina, mi sono resa conto di una verità spiazzante, un po’ come quando scatti le foto alla festa di laurea di tua figlia e intanto ti sembra ancora di sentire la morbidezza della sua manina tra le tue: la mia Laura è cresciuta, libro dopo libro, e con questo ha avuto la sua consacrazione. E non solo per essere stata ingaggiata da una grande casa editrice, ma proprio per tutto! Ho sempre ritenuto perfetto il suo stile — coinvolgente, divertente, appassionato, una delle poche autrici di cui divoro i libri in giornata — eppure è riuscita ad andare oltre, rendendo ancora più perfetto ciò in cui era già bravissima.
Ha costruito la storia intrigante di un’organizzazione segretissima:
“Un covo di sevizie spacciate per addestramento, ragazze a cui identità e dignità vengono strappate via per votarle all’arte dell’omicidio”.
Il “Blue” è la pillolina che trasforma queste ragazze in armi:
“Zombie altamente efficienti, il soldato perfetto: imperturbabile e freddo”.
Ma oltre a donare resistenza al dolore, potenza fisica e a sopprimere le emozioni, il Blue “spiuma” i ricordi. La nostra protagonista, Dahlia, è la Rifiorentissima, la migliore fra tutte e, rendendosi conto che i suoi ricordi stanno svanendo, troverà il modo di non assumerlo più. Cosa succede, però, quando dopo anni di assunzione si decide di farne a meno?
“Benvenuta nello splendido mondo delle emozioni”!
Non saranno solo la reale percezione del dolore e la diminuzione della prestanza fisica a turbare Dahlia, ma il provare emozioni e sensazioni che la travolgeranno come un treno, mettendo a dura prova la sua compostezza:
“Dare un nome alle emozioni è difficile quando sei cresciuta senza poterne provare davvero”.
Quando verrà “ingaggiata” da Rune per una missione, poi, la situazione diverrà parecchio complicata…
La gestione dei personaggi è stata impeccabile. Dahlia dimostra la sua forza ma anche l’umiltà di riconoscere di essere arrivata al vertice per meriti non del tutto suoi; non è una che “se la suona e se la canta”, non ha la boria di chi si sente arrivata, ma persegue con lucidità la sua strada iniziale: la vendetta contro chi l’ha venduta a quell’organizzazione.
Rune, il protagonista maschile, incarna il controllo più algido, ma possiede anche una compassione e una gentilezza che disarmano, al pari dei suoi occhi di ghiaccio, e un’inquietante comprensione delle dinamiche mentali di Dahlia.
Ad arricchire la trama c’è un pool di personaggi secondari davvero interessanti. Ho avuto un debole per Liam, l’informatico del gruppo, con il suo parlare a ruota libera senza rendersi conto di poter risultare inopportuno, e per Isobel, capace di rimettere in riga i colleghi argomentando alla perfezione. E poi c’è Poppy, la “collega squinternata” di Dahlia: una Harley Quinn in tutto e per tutto che, secondo me, meriterebbe molto più spazio. Magari in uno spin-off dedicato solo a lei!
La trama è ben strutturata, ricca di azione, colpi di scena, inventiva, schermaglie verbali ed emozionali. Vengono affrontati temi pesanti — dalla sottomissione alla violenza, fino al desiderio di vendetta e alla tortura — ma Laura ha gestito ogni sfumatura in modo perfetto. Si merita di cuore un punteggio pieno.



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