
Calladia Cunnington appartiene a una delle famiglie magiche che hanno fondato Glimmer Falls, ma non è esattamente il prototipo della strega ammaliante e seducente. Piuttosto rude, è ossessionata dagli allenamenti in palestra (sfogo perfetto per le sue ansie e il suo temperamento irascibile) e si fa coinvolgere con estrema facilità in risse da bar. Una notte, cacciata dall’ennesimo locale dove è venuta alle mani con un avventore, assiste per caso all’aggressione di un uomo da parte di un demone. Felice di mettere a frutto i suoi poteri magici (e sfogare così la sua rabbia), interviene, non rendendosi conto che colui che sta aiutando è Astaroth, membro dell’alto consiglio demoniaco, leggendario mercante di anime e rinomato bugiardo. La persona che si trova di fronte, però, non ha nulla a che vedere con l’odioso demone che ha incontrato non molto tempo prima e che disprezza con tutte le sue forze: l’uomo infatti non ricorda nulla del proprio passato, non sa nemmeno perché un demone di nome Moloch lo abbia attaccato, né perché la strega muscolosa, arrabbiata e terribilmente sexy che lo ha salvato lo odi così tanto. Per quanto infuriata con lui, però, Calladia non è il tipo da abbandonare qualcuno in difficoltà, decide quindi di aiutarlo. I due intraprendono così un viaggio alla ricerca della strega che potrebbe aiutare Astaroth a recuperare la memoria e a capire come sconfiggere Moloch. A quel punto, sì, Calladia potrà dare una bella lezione al demone e prendersi così la sua vendetta. Solo che, costretta a passare tanto tempo insieme a lui, la strega si rende conto che questa nuova versione di Astaroth non è poi così male… e inizia a chiedersi se, dopotutto, sia proprio necessario che recuperi la memoria.

Astaroth e Calladia sono i protagonisti del secondo romanzo della serie che, se posso permettermi, si è rivelato molto più divertente del primo!
Vi chiederete come mai il bel demone mercante di anime, che era stato preso a calci nel sedere e mandato in un altro stato da Calladia alla fine del primo romanzo, ora gironzoli con lei.
Beh, c’è la regola che il nemico del mio nemico diventa un mio amico, quindi ci saranno gli estremi affinché i due si mettano in cerca di un modo per annientare il demone Moloch che ha polverizzato la casa della strega.
Trama breve: Astaroth è stato esiliato sulla terra, è privo di memoria e il buon cuore (ben nascosto dai muscoli) di Calladia non se la sente di lasciarlo in balia del destino, quando però Moloch le brucerà la casa pur di far fuori Astaroth, ecco che quel desiderio di giustizia (leggi: voglia di menar le mani) la metterà al fianco dello smemorato demone per trovare un modo di vendicarsi.
Che Calladia non sia un fiore di campo lo avevamo già capito nel primo romanzo, ma che Astaroth dimostri platealmente il suo apprezzamento per la cazzutaggine della strega è meritevole di interesse.
Chi è questo demone così adorabilmente sarcastico che ha preso il posto del malvagio manipolatore?
Le piacevano i suoi commenti sarcastici e la sua aria minacciosa ma elegante. Le piaceva persino la sua raffinatezza, perché le faceva venire voglia di scompigliarlo.
Realmente l’amnesia ha cancellato il suo pessimo carattere o è tutto un bluff?
Per Calladia il dubbio diventerà amletico, proprio lei che è sempre stata criticata per essere troppo di qualcosa (e carente nel resto), avrà una bella sorpresa, e soddisfazione, nel sentirsi finalmente apprezzata per la sua indole battagliera, e non da uno qualunque, ma da un demone perfido e pluricentenario!
Semplicemente non sei abituata ad avere intorno persone che ammirano la forza. Tu bruci, Calladia, e non hai nessuna colpa se gli altri non riescono a gestire la tua luce.
Per Astaroth la strega sarà una degna compagna di avventure, la sua Regina guerriera, e la tensione sessuale striscerà fra una battuta e l’altra. Intrigante la crescente considerazione che proveranno reciprocamente e, dopo un iniziale momento di perplessità, si renderanno conto che l’altro/a sarà un valido compagno di viaggio, campeggio e… sì anche di risse!
Quelli che si sono azzardati a palparti hanno ancora le mani attaccate?
Vuoi sapere se gliele ho strappate?
Se non l’hai già fatto tu, ci penserò io.
Calladia ci piace per la sua forza che l’ha portata a lottare, e non a soccombere, alla perfidia calcolatrice della madre, ma ogni battaglia lascia il segno.
Aveva un carattere irritabile, era aggressiva e ferita. Una brontolona piena di problemi con la figura materna e senza più un posto dove vivere.
Sinceramente ero in dubbio se leggere questo secondo romanzo della serie, l’altro mi era piaciuto sì, ma non così tanto da dire: proseguiamo. E se notoriamente i secondi romanzi sono più flosci, come sarebbe potuto essere questo se già il primo era solo “carino”?
Ma poi una conoscente mi ha fatto cambiare idea ed ecco che, con timore, l’ho iniziato, ma ho trovato subito un ritmo diverso, personaggi più interessanti, una tensione più stuzzicante e un enemies to lovers esplosivo.
Lo consiglio, quindi? Assolutamente sì, ma dovrete pur sempre iniziare dal primo per capire meglio tutte le dinamiche, soprattutto quelle fra il gruppo di amiche di Calladia e il rapporto con le loro famiglie tossiche.
Combattere contro trenta lupi mannari era facile. Togliersi l’armatura e rivelare la tenera creatura ferita che c’era sotto invece…



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