Recensione “Chance” di Kem Nunn

trama

Quando Jaclyn Blackstone varca la soglia del suo studio, Eldon Chance non può immaginare che quella che all’apparenza è solo l’ennesima paziente affetta da amnesie possa rappresentare il più grave pericolo che abbia mai corso. Il dottor Chance è un rinomato neuropsichiatra di San Francisco nel bel mezzo di un divorzio difficile, alle prese con i problemi di una figlia adolescente piuttosto complicata, con l’invidia dei colleghi e con grane finanziarie che non gli danno tregua. Jaclyn, affetta da un grave disturbo della personalità, lo intrappola in una rete di sesso e inganni, mistero e crimine, in una dimensione psichica in cui il binario della realtà scorre parallelo a quello dell’illusione. Il dottor Chance sa che l’unico modo per uscire vivo da quel gioco estremo è guardare negli occhi la follia, riconoscerne le facce, sventarne le insidie e allo stesso tempo coglierne le infinite inclinazioni, ma per far questo ha bisogno di ritrovare quell’istinto di sopravvivenza rabbioso, al limite dell’irragionevole.

Un romanzo intenso, sottile, giocato su una suspense psicologica portata allestremo, lungo la linea che divide normalità e pazzia, vita e morte

 

recensione

Quando ho ricevuto il libro mi sono accorta, grazie alla fascetta apposta, che questo libro è già stato trasposto in unaserie tv: forse vi darà un indizio sulla qualità dello stesso.

Se poi vi dicessi che nei panni del dottor Eldon Chance c’è Hugh Laurie, lo stesso attore che si può trovare come protagonista in Dr House o come super cattivo in The night manager?

Beh, io fremevo solo all’idea di iniziare a leggerlo.

La lettura è partita in sordina, ma così facendo permette al lettore di dare uno sguardo a 360° sulla vita e sui apporti interpersonali del dottore, addentrandosi sempre più nei suoi ragionamenti e nei suoi problemi. Eh sì, perché per lo stimato dottore i guai iniziano col divorzio e si ampliano una volta incontrata nel suo studio la bella matematica Jaclyn (o Jacie?), affetta da un disturbo della personalità, moglie (o ex moglie?) di un detective (corrotto?) della omicidi.

L’incontro con Jaclyn non è l’unico a causare il lento deterioramento delle sicurezze su cui Chance fondava il suo tranquillo mondo: si aggiungono un anziano antiquario di colore e il suo particolare aiutante, D. Esatto, si chiama così: solo D, quello che si sa di lui è che sembra avere dei problemi nel gestire la rabbia e in molti altri campi, e se è un neuropsichiatra a pensarlo, direi che siamo sulla strada giusta…

Letto in un fiato, mai noioso o prevedibile: Chance cattura sin dalle prime pagine e non vi deluderà.

 Ammetto di esser corsa a guardare la serie tv, una volta letta l’ultima pagina!

 

Recensione: pandora

Editing: Ele

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