
Panta rei, tutto scorre.
Anche un vampiro immortale come Julian Faustus Ravensward è soggetto al divenire, e Antiochas Laskaris, un intellettuale greco che gli fornisce la tragedia perfetta per inaugurare il suo nuovo teatro a Roma, è lì per ricordarglielo. Antiochas, però, è sottomesso a un legame con la famiglia Xantos a cui non può sottrarsi. La tragedia familiare shakespeariana si tinge della follia e della hybris di quella greca con l’entrata in scena degli Xantos, vampiri millenari ancora dediti agli dèi e plasmati da secoli di rancori personali e lotte di potere. Cassandra Xantos e il fratello rivale Kleopas, esiliato da lei nella città eterna, sono pronti a farsi la guerra e ognuno di loro ha già messo gli occhi sul proprio campione. E se Cassandra guarda con brama al potere oscuro che ancora alberga nel cuore di Aida, Kleopas cerca in Julian e nel clan inglese i suoi più validi alleati. Julian accetterà di scendere a compromessi con gli Xantos? E quale sarà in tutto questo il ruolo di chi aveva tirato le fila fino a quel momento, Jago? E James? Dove si trova James? I protagonisti di Absinthe calcano il palco di questo secondo volume in una veste nuova, attori di una tragedia greca dalle tinte oscure e dissacranti che incanteranno il lettore dalla prima all’ultima battuta.

Wow che libro! Una storia molto avvincente che si snoda tra ambientazioni mozzafiato, citazioni di opere classiche, amori impossibili, tutto arricchito da colpi di scena, che rendono frizzantina la lettura. James torna in vita grazie a un rituale di magia oscura operato da Cassandra, rivivendo nel corpo di Antiochias, studioso che si è suicidato. Non sarà facile per James possedere questo nuovo corpo, perché i ricordi di Antiochias si mescolano nella mente di James, creandogli un continuo conflitto. Intanto a Roma Julian conosce Kleopas, vampiro voluttuoso e lussurioso con un’aura di mistero e una forte capacità di seduzione. I destini di James e Julian torneranno a incrociarsi anche in questa avventura? Finalmente i piccoli difetti, che ho sottolineato nella recenzione del primo libro, Absinthe sono stati superati. Ho amato tantissimo i personaggi, che qui sono molto ben caratterizzati, a cominciare da James, uno spettro che lotta con un corpo che non accetta. Avrei voluto stringerlo forte quando ha ammesso che le sue mani non sanno più suonare il violino e il suo cuore non sa più riconoscere sé stesso. In tutto questo dolore lui rimane profondamente umano, e commovente. E poi ritroviamo Julian, un vampiro elegante e malinconico, con il tormentato dato dal dolore della perdita di James. Mi fa molta tenerezza quando stringe la collana d’ossidiana che porta al collo per ricordarsi del suo amico. Che meraviglia quando finalmente i due protagonisti si incontrano…è pura magia. Una storia davvero molto piacevole da leggere, con una trama interessante, ravvivata da citazioni che prendono campo in mezzo a dialoghi moderni e ben calibrati.




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