Recensione “CAVE BESTIAM” di Giovanna Barbieri

 

 

Carnevale 1484 d. C. Tra feste, scherzi carnevaleschi e misteriose strigarie gallesi, Goffredo è inviato a Venezia in una delicata missione di spionaggio, mentre Edmundo accetta di dare la caccia alla Bestia infernale che si nasconde nella bruma e sta trucidando i fanciulli lagunari.

Ci ritroviamo col nuovo romanzo storico della mia amata Giovanna Barbieri, i personaggi che abbiamo già trovato in “L’accusa del sangue” e “Il paio insanguinato”, affrontano una nuova avventura nella splendida Venezia del XV secolo.

Goffredo Fortespada ha un nuovo incarico come spia presso la Repubblica di Venezia: deve cercare di scoprire informazioni  politiche preziose  da riferire a Siena; lo accompagnano nel suo viaggio la moglie Fiamma, con la piccola Caterina, e l’amico Edmundo, col giovane figlio adottivo Cesare.

Mentre Goffredo intraprende il suo lavoro sotto copertura per portare a termine la sua missione, Edmundo viene coinvolto nelle ricerche dell’assassino di bambini che sta terrorizzando Venezia:

una bestia infernale che si muove nella nebbia e fa strage di innocenti.

Il personaggio di Fiamma viene messo in secondo piano in questo nuovo romanzo, relegata per lo più al suo ruolo di madre e moglie, “parcheggiata” alla locanda dove i cinque alloggiano.

Ma non può mancare un personaggio femminile forte nella narrazione, marchio inconfondibile della Barbieri, e viene quindi introdotta una herbaria  e strigaria gallese di nome Veritas.

La ragazza opera le sue arti di guaritrice in sordina, sempre in allerta per la minaccia di essere denunciata all’ Inquisizione, che le ha già assassinato fratello e madre.

E’ una donna con grandi capacità e una sensibilità ereditata dal ramo femminile della sua famiglia che le consente, quando cade in trance, di avere visioni sul futuro e ripescare memorie perdute del passato.

La narrazione è sempre molto vivace e coinvolgente, le vicende tengono il lettore incollato alle pagine e, chicca di questo romanzo, anche i dialoghi vengono resi ancora più veri, grazie all’utilizzo di vocaboli veneziani che ci fanno immergere totalmente nell’atmosfera.

Personaggi sempre ben caratterizzati, la storia si snoda in modo fluido ed esauriente, senza lasciare dubbi di interpretazione.

Posso affermare di aver trovato quest’ultimo episodio della serie il più bello di tutti e lascia la porta aperta ad un seguito, sempre ben atteso.

firma Anna

ELEONORA

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