Recensione “BelGrave: Istituto correttivo” di Floriana D’Amico

 

 

 

A volte, un’unica scelta sbagliata può rovinarti per sempre la vita. Lo sa bene Nina Volkov, ora seduta davanti ad un giudice, in attesa di essere condannata o di avere una seconda occasione. Il suo Purgatorio personale si chiama BelGrave, ed è lì che vengono spediti i ragazzi sotto i 21 anni in attesa del processo. Sarà proprio tra quelle mura opprimenti e desolanti che Nina riabbraccerà Scarlett, sua migliore amica e complice della medesima notte brava, finita in tragedia. E sarà sempre tra quelle stesse mura che dovrà fare i conti con i propri demoni e un carattere ribelle, decisamente sopra le righe. Ma se la sua lingua impertinente stesse per scontrarsi con un giovane sergente dall’aria severa e con gli occhi più belli che Nina abbia mai visto? Nathan Wayne non sembra incline a fare sconti e non vede l’ora di impartire un po’ di sana disciplina militare, a quella che sembra essere l’allieva più insubordinata del suo corso.

Una criminale e un Sergente. Una ragazza difficile e un soldato intransigente. Un’attrazione proibita.

Eccomi qui!!

Partiamo dalla trama: molto originale, in alcuni tratti ho sorriso grazie ai dialoghi tra i nostri protagonisti, in altri mi sono un po’ commossa attraverso le storie, i motivi per cui i nostri ragazzi si trovano in questo istituto.

Nina è una ragazza sveglia, a volte avventata, a dir poco istintiva e ha paura di perdere il controllo delle proprie emozioni, mi è piaciuta molto.

La sua migliore amica Scarlett è simile a Nina, ma a differenza sua è più determinata e più indecisa sull’amore.

Le accomuna però la paura di esporsi, di porsi nudi, scoprendo le loro debolezze, le loro paure, le insicurezze a chi le ama, per paura di essere giudicate e rifiutate.

I ragazzi Reid, Nathan e James, fanno parte di quest’avventura, del primo posso dire che è il ragazzo spavaldo e estroverso del gruppo, di Nathan che è molto duro con se stesso e dell’ultimo che è un ragazzo dolce, introverso e maturo.

L’ambientazione mi è piaciuta molto, grazie alla scrittura semplice e scorrevole, mi sono sentita proprio dentro a quell’edificio semi-luminoso, in quei lunghi e temibili corridoi, dove può succedere veramente di tutto.

Si vive ogni tipo di emozione tra queste pagine, si respira gioia, tristezza per le loro storie, ma anche speranza nel futuro, pronti a vivere una nuova vita, con un nuovo “io”, perchè nessuno resta immune da Belgrave!

Dal finale deduco che ci sia un seguito, quindi attendo con piacere il seguito!!

zara

ELEONORA

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