
James, il più giovane degli Hawthorne, è sempre stato uno spirito libero: incapace di restare nello stesso posto troppo a lungo, vive inseguendo l’avventura e fuggendo da qualsiasi responsabilità. Ma quando il suo migliore amico JJ deve partire e gli affida la sorella adottiva diciannovenne Lolita, perseguitata da uno stalker, James si ritrova intrappolato in un incubo: bloccato a New York, è costretto a badare a lei e a farle da guardiano. Per Lolita la situazione è ancora più complicata. Da anni ha una cotta ingombrante per James, ma preferirebbe morire piuttosto che rivelarlo. L’orgoglio è la sua corazza, e l’idea di mostrarsi vulnerabile davanti a lui la terrorizza più dello stalker che la tormenta. Così, per proteggersi, veste i panni della ragazza impertinente e insofferente alle regole, soprattutto alle sue. James, ignaro di tutto, la considera soltanto una ragazza impulsiva, testarda e pronta a superare qualsiasi limite. Tra loro, almeno all’apparenza, è odio a prima vista. Eppure, tra battibecchi, frecciatine e dispetti, qualcosa cambia. La scintilla scatta quando meno se l’aspettano, rendendo impossibile ignorare l’attrazione che cresce giorno dopo giorno. Detestarsi è facile come respirare… Ma se lo fosse anche amarsi?

Oh oh oh, ragazze, qui noi amanti dell’age-gap andiamo a nozze!! Letteralmente.
Il libro inizia con un matrimonio (un caos che neanche la scena degli gnu de Il Re Leone) che ci catapulta tra le braccia del motore narrativo, senza perdere tempo, senza titubare, senza un misero mojito al free bar: JJ ha questa sorella, Lolita detta Lola per gli ex Lo (con un ulteriore sconto, diventa il nome di una rivista di moda femminile), una diciannovenne che ha un grosso problema con uno stalker. Ha anche molti problemi comportamentali, a mio avviso, come credere di essere migliore dei suoi ricchi parentastri solo per via del fatto di abitare in un monolocale a Bushwick con due topi domestici (capite, adesso?).
Aspettate a brontolare, vi ho detto che l’autrice ci catapulta nella storia e procediamo per impressioni, per ritratti abbozzati, per, nel mio caso, ignoranza dei due libri che hanno preceduto questo.
Ma facciamoci una tappa trama:
James, il più giovane degli Hawthorne, è sempre stato uno spirito libero: incapace di restare nello stesso posto troppo a lungo, vive inseguendo l’avventura e fuggendo da qualsiasi responsabilità. Ma quando il suo migliore amico JJ deve partire e gli affida la sorella adottiva diciannovenne Lolita, perseguitata da uno stalker, James si ritrova intrappolato in un incubo: bloccato a New York, è costretto a badare a lei e a farle da guardiano. Per Lolita la situazione è ancora più complicata. Da anni ha una cotta ingombrante per James, ma preferirebbe morire piuttosto che rivelarlo. L’orgoglio è la sua corazza, e l’idea di mostrarsi vulnerabile davanti a lui la terrorizza più dello stalker che la tormenta. Così, per proteggersi, veste i panni della ragazza impertinente e insofferente alle regole, soprattutto alle sue. James, ignaro di tutto, la considera soltanto una ragazza impulsiva, testarda e pronta a superare qualsiasi limite. Tra loro, almeno all’apparenza, è odio a prima vista. Eppure, tra battibecchi, frecciatine e dispetti, qualcosa cambia. La scintilla scatta quando meno se l’aspettano, rendendo impossibile ignorare l’attrazione che cresce giorno dopo giorno. Detestarsi è facile come respirare… Ma se lo fosse anche amarsi?
Quale prove compromettenti possieda lo stalker per tenerla ostinatamente lontano dalla polizia, non possiamo saperlo. E non lo sanno nemmeno la migliore amica, il facoltoso patrigno, il fratellastro iperprotettivo JJ e il di lui migliore amico James. Mmmh. Che facciamo, usiamo il metodo montessoriano? No. JJ sta per andarsene in Europa a girare un film e chiede – leggasi obbliga – il povero James (segni particolari: single impenitente, bellissimo, ricchissimo e molto sensibile, ma in zona equatore) a farle da babysitter, rincorrendola come fosse una bambina al bagno Mario della riviera romagnola, che se sbagli a girarti e a toglierti le manette, senti l’annuncio “trovata bambina bionda vestita da ballerina…”
Io le avrei sparato un microchip nel collo, ma io non sono James. Ma procediamo, dobbiamo assistere alla scena “Lola aveva una cotta per il migliore amico di suo fratello e deve vivere con lui che deve cercare di controllarla senza murarla viva in bagno” prima! Motore… azione… ciak! Uno dei fratelli di James, scoperta la convivenza forzata, se ne esce con un soave: «Riuscirà il nostro eroe a tenerselo nelle mutande, almeno una volta nella vita?», dando voce a quello che ci stavamo chiedendo da quando abbiamo letto il titolo. Vogliamo sapere come e quando, il se non lo prendiamo neanche in considerazione, lo vogliamo romance e lo vogliamo bad: i due protagonisti si avvicinano un giorno alla volta, una provocazione alla volta, fino al punto di rottura emotiva e fisica. Del resto, Lolita le provocazioni non le manda a dire, incapace di mollare la sua corazza difensiva, e James… beh, è un ragazzo di 26 anni nel pieno della sua prestanza, diciamo così (gli diventava marmoreo in continuazione tra le sgrinfie di Lolita, povero ragazzo) e che capisce quanto fosse più facile rincorrerla quando scappava, piuttosto che averla davanti ai suoi occhi e dentro la sua vita. Le maschere – è la sorellina del mio migliore amico! È un idiota e lo odio! – iniziano a prudere, a perdere la loro funzione, a esaltare invece di nascondere…
«Ascoltami bene, piccola stronza». Infilai una mano tra i suoi capelli e strinsi la presa attorno alla sua nuca, stando però attento a non farle male. «Devi toglierti dalla testa qualsiasi idea malsana ti sia balenata. Sei la sorella del mio migliore amico, per di più diciannovenne». Non sapevo se quello fosse un avvertimento per lei o un promemoria per me.
Ora, mi ricordate il numero del comandamento “Non andare a letto con la sorella del mio migliore amico”? O quanto meno ricordatemi gli anni di galera che appioppa il giudice al maledetto che si è insinuato nella vita della sorella del suo migliore amico, come preferite, ma salvatemi da me stessa e dalla voglia di gridare “sarebbe peggio con la mamma del mio migliore amico, no???”.
«Ma Lola non è la ragazza del mio migliore amico. È la sorella, e oltretutto ha diciannove anni», lo rimbeccai.
«Non trovo un solo vero problema nella tua frase».
Ohoooo. Ecco, grazie. Ora, la sotto trama dello stalker, che diventa tale per l’importanza della trama rosa che lega i due protagonisti, prosegue tra flashback, confronti veloci con altri personaggi e piccole confessioni che la nostra Lolita ci regala quando porta avanti la storia con il suo pov. Ve l’ho detto, che la narrazione galoppa in dual pov? E che voi, una volta conosciuti i personaggi che orbitano attorno ai nostri eroi, iniziate a sparare nomi convinte di beccare lo stalker? Secondo me non lo beccate. Io non l’ho beccato. Che nervi.
Un’ultima cosa: James e Lolita si accoppiano. Molto. In diversi modi. Scusate se mi permetto, ma a un certo punto vi verrà spontaneo immaginarvi un discorsetto a James, per consigliargli un controllo ormonale, confrontarvi sull’uso e abuso di certe parti femminili, che avranno pur diritto a un minimo di pausa tra una cosa e l’altra, santo cielo. Ma, ehi, io di stelle ne do 6. Sia per l’impegno erotico dei nostri due eroi in trincea, ma anche e specialmente per gli intrecci solidi e coerenti che, sin dall’inizio, definiscono i personaggi in modo così inequivocabile da farti annuire soddisfatta quando qualcuno di loro fa qualcosa, perché è così “tipico di lui/lei”, così giusto, così “sapevo che l’avrebbe detto”… e io non ho nemmeno letto i libri precedenti. Ma sono convinta che l’autrice mi abbia fatto capire come, quando e con che problematiche i fratelli maggiori di James abbiano trovato l’amore della loro vita. Mi basta la versione breve? Ma quando mai, me li recupero subito entrambi.
5 stelle su 5 con plus ovarico


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RECENSIONE DEL 12/06/2026

Devo andare contro corrente? O adeguarmi al resto?
Beh, come sempre le mie recensioni sono strettamente personali, gioca il fatto dello stato d’animo con cui leggo il libro e, a volte, anche se può essere un capolavoro, in quel momento non è un libro che fa per me.
Questo libro ha avuto molti pro, ma inizio col dire i contro: troppo lungo, seicentocinquanta pagine per un romance, ci sono stati capitoli che hanno un po’ appesantito la situazione; secondo e ultimo contro, la protagonista, troppo infantile, almeno all’inizio, seriamente volevo prenderla a sberle, meno male che “è cresciuta” nel corso del libro.
Detto ciò, il libro è stato una vera sorpresa, una storia che ha un age gap non troppo esagerato, una storia d’amore che inizia con la passione e sfocia con l’amore.
Lolita è la sorella del suo migliore amico, diciannovenne senza esperienza, lingua lunga e provocatrice nata.
“Smaliziata, così tenace e così proibita” come il protagonista la descrive.
Classico cliché, direte voi, lei è la sorellina off-limits, lui colui che deve farle da babysitter, beh, ci sono le solite storie e poi ci sono loro che hanno riempito pagine e pagine di sfoghi, di tensione, di voglio e non posso e di tanto di quell’amore che ho sofferto con loro.
“Tu hai diciannove anni e sei la sorella di JJ. Io ne ho ventisei e sono il suo migliore amico. Capisci che i due meccanismi non si incastrano?”
Beh, le scintille sono assicurate.
“Accadde tutto in un attimo: mi afferrò per un polso, mi si parò davanti e, prima che potessi elaborare cosa diamine stesse succedendo, mi baciò. Il mondo si capovolse ed esplose in una supernova di colori.”
E dai, chi è che non ha mai sognato il ragazzo dei sogni che si presenta sotto la finestra con una vecchia radio su una spalla e Take on me sparata a tutto volume?


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