Recensione “Baba Dochia” di Luciano Ricci

 

 

 

“Ho cercato di navigare attraverso la mente degli abitanti del “pianeta dei mostri”, esseri senza dignità, di calarmi nei corpi di adolescenti derubate della voglia di vivere. Nel buio più nero, un raggio di luce.”

Un libro che sembra una denuncia sociale più che un romanzo.

Lo shock iniziale verrà sostituito da paura e rabbia.

Da un traffico di materiale militare alla prostituzione minorile nei paesi dell’est.

Ioan Belluardo si troverà a combattere una battaglia senza vincitori, dove ragazze e bambine verranno trattate da merce e solo come possibili fonti di guadagno.

Una copertina che ispira fiducia e speranza, una storia che dilania l’anima e il lettore rimane scioccato e senza parole.

Una narrazione di fatti, di personaggi che seppur inventati parlano di vita reale e vissuta.

Un grido allo stop, una denuncia di cose impensabili.

Traffico di umani.

Trattate come bestie e oggetti adibiti al commercio, le ragazze saranno le vere protagoniste e Ioan lascerà solo una traccia di sé.

Un pianeta di mostri, dove vince il più forte, dove l’ingenuità e la dolcezza saranno posti in secondo piano, ed una mano tesa farà paura tanto quanto un sorriso scaltro e lascivo.

ELEONORA

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