Recensione “Amores” di Barbara Alberti

“Perché gli umani fanno qualsiasi follia pur di essere infelici? Poi dicono che sono depressi – lo credo! Stai con chi non ami, vai a letto con chi non ti piace, e vorresti pure essere allegro?”. È con questa domanda che si apre “Amores” di Barbara Alberti, un libro che racconta l’amore e molte (se non tutte) le forme in cui si può incarnare. Nelle pagine, del libro si incontrano carrellate sugli uomini di Marilyn Monroe e sulle donne di Gabriele D’Annunzio, scaramucce verbali tra la Regina Elisabetta e Lady Diana, o tra Jacqueline Kennedy e Maria Callas. Ma anche storie d’amore, corteggiamento, fedeltà e infedeltà tra donne e uomini comuni e speciali, omosessuali, bisessuali, eterosessuali (che importa?), racconti in cui realtà e invenzione si rincorrono e si confondono e la fantasia diventa più vera dei fatti come si suppone siano realmente accaduti. Perché con grazia, ironia, leggerezza, Barbara Alberti sa mostrare al lettore verità indubitabili solo apparentemente paradossali, che la repressione può produrre erotismo, la gelosia diventare complicità, che la fedeltà rende più felici del suo contrario, ma che persino i cani purtroppo sanno tradire. E soprattutto che nulla è più erotico dell’amare.

 

 


Non mi ero mai approcciato alla Alberti scrittrice. Il suo Amores, che definirei una dissertazione romanzata sugli amori che hanno caratterizzato la storia recente (e non solo), è un libro che mi ha suscitato emozioni e opinioni contrastanti.
In Amores, la Alberti non solo prova a immaginare – anche sulla base di informazioni e ricostruzioni storiche – alcuni amori che hanno attirato l’attenzione del mondo, ma prova a interpretare, con un cinismo e un’irriverenza irriducibili, l’amore e le sue contraddizioni.

“Equivoco grossolano. È che con l’amore si gode di più. L’amore muove il meccanismo arcano, l’erotismo. Quello vero. Perverso, santo, immortale. Non la sua contraffazione.”

La scrittura della Alberti è – se mi passate il termine – una scrittura muscolare, decisa, la scrittura di chi non chiede il permesso. Il suo Amores è il testamento sentimentale e intellettuale di una persona che pensa di avere ormai tratto delle conclusioni definitive su un argomento complesso come l’amore.
Credo che in questo libro si voglia smascherare tutta l’insensata follia che sta alla base dell’amore e di alcune relazioni. E di amori ce ne sono molteplici, ognuno dei quali è spinto da una motivazione differente. C’è l’amore che nasce dall’attrazione fisica, l’amore che nasce dalla perversione del possesso, quello che scaturisce dal desiderio di protezione e quello che, all’opposto, nasce da un istinto alla proiettività. Ci sono amori diversi e gli amori di cui parla la Alberti sono tutti folli, ognuno a modo loro.

“Le donne amano tutti. Ci sono le carrieriste, ma ci sono anche molte gattare. Non esiste un uomo così vecchio sfortunato odioso noioso spelacchiato e nevrotico da non trovare una donna che lo raccatti.
Una donna può amare chiunque, perché è un genio della trasfigurazione. La storia del bacio al rospo non è infondata: il rospo rimane tale e quale, ma è lei che vede un principe al suo posto. Molti uomini non esistono, sono un’invenzione delle loro donne.”

Viene difficile spiegare che tipo di lettura Amores sia stata. È un libro unico nel suo genere, scritto in maniera sapiente, cosciente e determinata. Se volete speculare sull’amore e siete innamorati dell’amore, questo è un libro che fa per voi. Ma, state attenti, potrebbe mostrare un volto meno imbellettato dell’amore che avete trovato nei romanzi o nei film romantici.

 

 

Giovanni

 

firma Claudia

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