Recensione “Addio al glutinato” di Giulia Martani

 

 

 

 

 

 

La trentenne Martina scopre di avere delle intolleranze alimentari e si trova costretta a dover stravolgere la propria dieta. Il cambiamento, inizialmente difficile a causa delle limitazioni che comporta, le fa scoprire nuove prospettive, mettendo inaspettatamente a nudo la vera natura delle persone che la circondano e che popolano il suo piccolo mondo: il compagno, la famiglia, gli amici, i colleghi… personaggi che sveleranno i loro lati oscuri, mostrando scarsa sensibilità per le problematiche di Martina. Seguendo i consigli di amici subdoli, improbabili santoni e vegani invasati, la giovane si troverà suo malgrado protagonista di vari siparietti tragicomici, che culmineranno nella prima, indimenticabile e surreale festa di “addio al glutinato” della storia. Tra teglie di lasagne, pizze al metro e aitanti camerieri, Martina avrà la sua rivincita sul glutine e, soprattutto, sulla vita.

Sono l’orgogliosa mamma di un ragazzo di 14 anni, diagnosticato celiaco all’età di 5 anni, per cui questo libro non potevo non recensirlo io.

Si legge in pochissimo tempo e se non si conosce un minimo la realtà che gira intorno alle intolleranze alimentari può sembrare il libro di una pazza isterica!!! Ovviamente le vicende narrate sono, soprattutto sul finale, portate all’eccesso, ma l’ignoranza che regna rispetto a determinate patologie è quanto mai azzeccata!

Sarebbe noioso per voi e troppo lungo per me usare questo spazio per una dissertazione sulla celiachia, quindi mi limiterò a qualche informazione di base: la celiachia è una malattia genetica che costringe chi ne è affetto a seguire una rigida dieta priva di glutine, pena problemi gastro intestinali davvero seri e conseguenze molto gravi sul lungo termine.

Chi è affetto da celiachia non segue una moda, mangiare senza glutine per chi non ha questa patologia non è sano, poiché per sostituire il glutine nei panificati si ricorre a sostanze iperproteiche, quindi pensare di farlo senza una motivazione medica alle spalle è sbagliato sotto ogni punto di vista!!!

Il punto focale su cui il libro verte e su cui, in maniera fortemente ironica e volutamente esagerata, si vuole porre l’attenzione è come viene percepita all’esterno la persona affetta da celiachia: un pazzo rompip—e fissato con l’alimentazione, il cui unico scopo è rendere la vita difficile a chi gli sta intorno!!! Io mi ritengo fortunata, le persone che hanno incrociato la strada di mio figlio, nella stragrande maggioranza dei casi sono persone intelligenti, disposte a mettersi in discussione, aperte mentalmente e culinariamente!!! Mio figlio non ha mai saltato un compleanno, una cena di classe, una gita, un’uscita per un gelato… i suoi amici lo rispettano e lo sostengono e le loro mamme si destreggiano nella preparazione del cibo senza glutine meglio di me!

Mio figlio non si è mai sentito, ne è mai stato trattato come un “malato” o un “rompip—e” e di questo posso solo esserne grata, ma la realtà di molti celiaci purtroppo non è la stessa e su questo il libro pone l’accento!

Se volete sapere cosa non fare quando vi trovate a tavola con un celiaco leggete questo libro, vi aprirà mente e stomaco!!! Se siete celiaci però, vi sconsiglio caldamente di imitare la protagonista quando vi trovate davanti a persone ignoranti :-P!!!

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