Recensione “30 giorni a Natale” di Chiara Bonacini

 

Ma questa porta è sempre stata qui?

Inizia così la breve storia di Natalina, per gli amici Natalie, una novella natalizia fatta di umorismo, biscotti e maglioni natalizi.

Nat è una ragazza di 24 anni che odia il natale, universitaria sempre alla ricerca di lavoretti stagionali. Questo Natale si ritroverà a lavorare nientemeno che per Babbo Natale! Assieme al collega dalla strana voce e modi di dire Christopher dovranno smistare le letterine dei bimbi buoni e cattivi per facilitare il lavoro del vecchio Babbo. Ma sarà davvero così facile?

 

Un romanzo carino, dolce, tenero e buffo, dove realtà e immaginario collettivo trovano un punto d’incontro. Natalina odia il Natale, sia per il fatto che questa festa cade ad un giorno dal suo compleanno (e onomastico), che perchè l’atmosfera le ricorda la perdita del padre. Ha smarrito negli anni lo spirito natalizio, il suo cuore si è messo in pausa anche dopo la rottura con il rampollo di una buona famiglia di Bologna.

Nat studia Comunicazione e vuole trovarsi un lavoretto per potersi comprare finalmente un’automobile tutta per lei; quando ottiene, grazie all’interessamento del fratellino,  un impiego nell’organizzazione di Babbo Natale fa di tutto per trovare una spiegazione fantasiosa pur di non accettare la realtà che sta vivendo. Nat ha una cecità selettiva, non crede a quello che vede ma non capisce quello che è evidente a tutti : il suo ex la sta solo prendendo in giro, cercando di farla capitolare nuovamente nella sua rete; un ragazzo che non ha mai creduto in lei e nelle sue capacità, denigrandola ad ogni occasione.

Il senso di inadeguatezza di Natalie non le mostra quante risorse possa avere, ma di parere opposto sono i colleghi di lavoro che hanno una grande stima di lei, soprattutto Christopher, il ragazzo col quale si alterna per smistare le letterine di Natale dei bimbi. Un ragazzo bellissimo che non ha paura di dimostrarle affetto e gentilezza.

Il personaggio di Natalie non brilla nella storia, spesso risulta antipatico per la sua ottusità, ho adorato invece Shinny (l’elfo braccio destro di Babbo Natale) per la sua lingua tagliente, il suo sarcasmo, ma anche per  la sua saggezza. Sono esilaranti i modi in cui Shinny affibbia nomignoli a Nat e Chris, prendendo spunto dalla filmografia mondiale, paragonandoli ai vari personaggi in base alla situazione.

Nat si trova a vivere questi 30 giorni in mezzo a elfi, giocattoli, dolciumi a profusione e tonnellate di letterine che piovono costantemente dal cielo, varcando le porte magiche della fabbrica che la porteranno in posti sempre diversi.

Un viaggio dentro la sua anima, nei suoi sentimenti, dovrà fare i conti con la realtà, gestire la follia della situazione in cui si trova e mantenere una sanità mentale che tende a vacillare.

I suoi compagni di lavoro saranno coloro che la aiuteranno a fare chiarezza dentro di lei e le ridaranno la fiducia che merita.

Scrittura fluida, ritmo armonioso, personaggi ben caratterizzati,  rendono questa storia fantasy accattivante.

 

firma Anna

ELEONORA

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