La Ragazza dell’Alba: Agente Speciale Tess Winnett Vol. 1 di Leslie Wolfe – Recensione

 

 

 

Chi è la bella ragazza trovata morta all’alba, su una striscia deserta di sabbia dorata? Qual è il suo segreto?

L’Agente Speciale dell’FBI, Tess Winnett, cerca le risposte a questo crimine incomprensibile e, a ogni passo, a ogni traccia, s’imbatte in altri elementi inquietanti che la conducono a un’unica conclusione possibile: la Ragazza dell’alba non è la prima. Il suo assassino aveva già ucciso.
Nascondendo a sua volta un segreto terribile, Tess deve affrontare le sue paure più profonde, in una sfida sconvolgente per catturare un killer che si sta preparando a colpire di nuovo. Ma riuscirà a trovarlo in tempo e a impedire un altro omicidio? E anche se ce la farà, quale sarà il prezzo da pagare?

Le regole del gioco sono cambiate.

E, da ora, anche la definizione di serial killer.

L’Agente Speciale Tess Winnett è l’eroina coraggiosa, diretta e suscettibile di La Ragazza dell’alba. Mettendo in pericolo la propria vita, non si risparmia nella ricerca della verità e dell’uomo che continua a uccidere, mentre lei indaga. Intelligente, intraprendente e inflessibile, Tess coinvolgerà i lettori in un viaggio memorabile e spaventoso in questo thriller piscologico avvincente e ricco di suspense.

Ci ritroviamo, in questo primo romanzo della serie, a scoprire cosa ha provocato il comportamento della protagonista, l’agente Winnet, ma non ho avuto modo di apprezzarla, non fino in fondo, e questo mi ha disturbata. Ho avuto difficoltà, soprattutto all’inizio, ad immedesimarmi, a farmi trasportare da quella – permettetemi la parola – stronza. Tess Winnett è una promettente agente dell’FBI che vive da dieci anni in uno stato di PTSD. Il personaggio sussulta al solo contatto, risponde male, salta ogni procedura possibile, ma viene premiata perché, alla fine, chiude i casi. Uno solo si rende conto del vero stato mentale della protagonista, una persona che lei aveva già incontrato in passato e che, quindi, avrebbe potuto benissimo già capirlo. Come hanno fatto tutti gli altri a non capire che c’era qualcosa dietro? Mah…

 

Dopo un inizio che ho avuto la sensazione di aver già letto da qualche altra parte, e un incontro-scontro tra la Winnet e i due poliziotti di Palm Beach, abbiamo un sali scendi di simpatia e antipatia (più quest’ultima) nei confronti di un personaggio che ha poco di umano. Soffre e lo capiamo bene, cerca di soffocare i frequenti attacchi di panico e si chiude nel suo mondo, lasciando tutti fuori. Non so… ho avuto difficoltà ad avvicinarmi a lei. Sembra contraddittoria: a volte prova empatia, soprattutto nei confronti delle vittime su cui si identifica, altre volte uccide tutti con una semplice parola, e non se ne rende minimamente conto.

Il suo senso di giustizia sembra tipico della giovane età. Collegato a questo, avrei voluto vedere un po’ più di interazione con Fradella, il poliziotto giovane e ambizioso.

Detto questo, ho apprezzato il resto del romanzo, anche se non mi è piaciuto tantissimo il finale, pur capendolo. Il ritmo è incalzante, entriamo nella scena senza problemi e ci ritroviamo sorpresi dallo scoprire chi si nasconde dietro al soprannome di serial killer della ragazza dell’alba.

Ho avuto la sensazione che mi mancasse una parte alla fine, una spiegazione maggiore, un retroscena, una consapevolezza da parte di una persona che non posso nominare, sennò spoilero.

Vi invito a leggere il romanzo perché non è male e poi, potreste sempre non trovare le mie stesse difficoltà e questo renderebbe la lettura migliore e di molto!

firma Claudia

ELEONORA

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