Intervista all’autore Gianni Papa

 

 

 

 

intervista

 

–       A CHE ETA’ TI SEI APPASSIONATO ALLA LETTURA?

Da piccolo non leggevo moltissimo. Il primo libro che lessi per intero fu TOM SAWYER di Mark Twain. Ho cominciato a leggere con insistenza molto tardi, quando mi sono iscritto al liceo classico. In quarto ginnasio ho cominciato a divorare di tutto (addirittura l’opera omnia di Luca Goldoni!!!), pur di non essere divorato dai latini e dai greci.

QUANDO HAI COMINCIATO A SCRIVERE?

Molto prima di cominciare a leggere con serietà, avevo un quadernetto intitolato alle avventure del commissario Spada. Erano brevi racconti “gialli” dei quali non ho alcun ricordo… se non il titolo.

COME E’ NATA LA DECISIONE DI INIZIARE A SCRIVERE?

Prima è cominciato per gioco, poi ho scritto con insistenza poesie durante il liceo. Poesie ritmate, rimate, allegre, tipo

Valzerino di calici d’oro

dondolare veloce e funesto

ma a guardare imperterrito resto

nonostante il dolore sia immane

COME NASCONO LE STORIE DI CUI PARLI? A COSA TI ISPIRI?

Non posso che ispirarmi alla mia esperienza personale, ma spesso anche “rubare” dalle esperienze personali di quanti mi stanno intorno. La scena di HARRY A PEZZI in cui una ex fidanzata incalza Woody Allen lamentandosi perché l’ha sfruttata nel suo romanzo mi appartiene molto. La frase che dice la donna è “tu distilli oro dall’infelicità umana”. A differenza di Harry Block, io non distillo oro, ma mi limito all’infelicità.

MOLTI AUTORI SOSTENGONO CHE MENTRE IL RACCONTO PRENDE FORMA SONO I PERSONAGGI STESSI CHE TI PARLANO E TI INDICANO LA STRADA DA SEGUIRE… SENTI ANCHE TU LE VOCI NELLA TESTA?

Sì, sento la mia voce nella testa. 🙂 Una follia autoimposta. A parte gli scherzi, i personaggi si parlano tra loro. Capisco la strada da seguire basandomi su quello che si dicono. Spesso però capisco poco della strada da seguire perché parlano per i fatti loro e di me si curano poco. Forse dovrei interromperli e chiedere.

COME HAI CAPITO CHE IL TUO GENERE LETTERARIO ERA QUESTO?

Non ho un genere letterario.

QUANDO LEGGI UN LIBRO, NEL DARE IL TUO GIUDIZIO TI PONI COME SEMPLICE LETTORE O COME SCRITTORE?

Spesso come “scrittore”, o meglio come persona informata dei meccanismi che sono dietro una storia.

–       COSA PENSI A RIGUARDO DELL’ANNOSO DILEMMA C.E. VS SELF?

Alla lunga le case editrici dovranno cambiare pelle, per non estinguersi. Il self publishing spesso premia storie mediocri scritte in modo mediocre: quello che adesso stanno facendo gli editori è andare dietro il “trend”. Non vengono più scelti autori “di valore” ma vengono pubblicati o meno e valorizzati o meno solo se l’editore pensa che – a priori – facciano guadagnare. Insomma: gli editori attuali sono più dei venditori di scarpe che degli editori veri e propri. Secondo me, per sopravvivere, devono riacquistare il loro ruolo, di professionisti che scelgono la qualità.

–       COME VEDI IL TUO FUTURO DI SCRITTORE? RIMARRAI FEDELE AL TUO GENERE O HAI VOGLIA DI SPERIMENTARE CON QUALCOSA DI NUOVO?

Io ho voglia di scrivere un impegnatissimo capolavoro.

–       TRA I LIBRI CHE HAI SCRITTO, QUAL E’ QUELLO CHE HAI AMATO DI PIU’ E PERCHE’? CE NE PARLI?

Reperto occasionale perché, sebbene sia raccontato in prima persona come fosse una fiction, racconta pari pari la storia (romanzata) di mio figlio autistico e del microcosmo famiglia che è stato danneggiato dall’impatto.

–       CHI SONO I TUOI AUTORI PREFERITI? QUALI QUELLI CHE TI HANNO ISPIRATO MAGGIORMENTE?

Achille Campanile è stato il mio autore di culto anni fa. Poi ho amato Amelie Nothomb, NON E’ VER CHE SIA LA MORTE di Giovanni Mosca, Stephen King e Scerbanenco… ma la lista potrebbe essere infinita. Il libro in assoluto più bello mai letto è CHIAMALO SONNO di Henry Roth: un romanzo corposo e ambizioso, non per nulla.

–       UN CONSIGLIO SPASSIONATO AD UN AUTORE EMERGENTE?

Di non andare dietro alle mode e ai trucchetti per scalare le classifiche di Amazon: una gloria effimera alla lunga non paga.

–       CI RACCONTI QUALCOSA DI CURIOSO SU TE STESSO?

Su Youtube potete trovare una mia canzone, cantata da me, intitolata DITTATURA DI MAGRI. Dateci una “sentita”!

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