Intervista Sale e Pepe: Andrew Levine (autore)

intervista

 

–      QUANDO HAI COMINCIATO A SCRIVERE?

Non so di preciso quando ho iniziato a leggere, è stata una cosa che è successa e basta, come dicono la maggior parte dei mariti quando gli viene chiesto come e quando si sono innamorati. Bene, io faccio parte di quella categoria poiché ho una pessima memoria.

Ricordo però che ho iniziato con i Topolino fino a precipitare nelle pagine di romanzi più complessi come Il codice Da Vinci.

–      COME E’ NATA LA DECISIONE DI INIZIARE A SCRIVERE?

Questa è una cosa, invece, che ricordo benissimo. Ho iniziato a scribacchiare a sedici anni. Ricordo di aver letto I passi dell’amore di Sparks e di essermi emozionato così tanto da chiedermi: “Com’è possibile che delle parole su carta arrivino così forte al cuore?”

Non sapevo ancora che un giorno, anche solo un pochino, ci sarei riuscito anch’io, ma ero determinato come non mai a provarci e scoprirlo.

–      COME NASCONO LE STORIE A CHE ETA’ TI SEI APPASSIONATO ALLA LETTURA?

La decisione di iniziare a scrivere davvero è nata in un giorno di scuola, anzi non proprio. Diciamo che il mio caro amico J.R. Lawrence e io decidemmo di marinare la scuola. Purtroppo, non avevamo pensato a cosa dire ai nostri, così decidemmo di aspettare in un vicolo l’ora giusta per chiamare e far sapere che eravamo usciti prima. In quelle 3 ore ci confidammo più segreti di quanti ce ne eravamo mai confessati prima, tra cui quello di scrivere. La nostra amicizia salì ad un livello superiore e insieme iniziammo a scrivere come mai prima.

–      DI CUI PARLI? A COSA TI ISPIRI?

Le storie di cui parlo nascono nella quotidianità e magari a volte nemmeno me ne rendo conto. Scattano come ricordi di storie mai vissute. A volte mi capita guardando un film o leggendo un libro, altre volte mi capita guardando le macchine sfrecciarmi affianco mentre sono inchiodato nel traffico. È un evento bizzarro e unico, ma, crescendo, posso considerarlo l’essenza della mia vita.

–      MOLTI AUTORI SOSTENGONO CHE MENTRE IL RACCONTO PRENDE FORMA SONO I PERSONAGGI STESSI CHE TI PARLANO E TI INDICANO LA STRADA DA SEGUIRE… SENTI ANCHE TU LE VOCI NELLA TESTA?

Bè, le voci non le sento ancora. (fortunatamente?)

Però, si, è vero. Alcune volte so esattamente come debba andare una storia, altre volte lascio che i personaggi mi guidino. Secondo me, dipende anche dal tempo in cui lavori ad una storia. I primi mesi o le prime settimane è inevitabile che lo scrittore venga guidato dai personaggi: è tutto un azzardo.

Poi, magari più passa il tempo, più il percorso di alcuni eventi viene perfezionato dall’autore.

–      COME HAI CAPITO CHE IL TUO GENERE LETTERARIO ERA QUESTO?

Ho capito che il mio genere letterario fosse questo nello stesso modo in cui ho capito di voler scrivere. Voglio emozionare le persone, farle innamorare dei personaggi durante la lettura.

–      QUANDO LEGGI UN LIBRO, NEL DARE IL TUO GIUDIZIO TI PONI COME SEMPLICE LETTORE O COME SCRITTORE?

Credo dipenda da come mi è piaciuta e se mi è piaciuta la storia. Se un libro mi emoziona, mi appassiona e mi fa innamorare, inizio a venerare libro e autore come se non ci fosse un domani. Se, invece, non mi piace, inizio a criticare dal basso della mia conoscenza.

Ma credo che questo sia un difetto generale del genere umano.

–      COSA PENSI A RIGUARDO DELL’ANNOSO DILEMMA C.E. VS SELF?

Penso che siamo arrivati ad un punto in cui la differenza inizi ad assottigliarsi.

Se escludiamo le big, forse a livello economico, i self riescono a portarsi a casa discrete somme o almeno abbastanza da continuare a scrivere. A livello di popolarità, chiunque con una connessione internet e delle buone capacità, può raggiungere discreti livelli.

Se, invece, includiamo le big, bè, non saprei, non ho ancora provato. Ahahaha.

Diciamo però che le big o C.E. decenti, ti danno qualcosa che il self non può darti, ancora. Ovvero l’emozione di passeggiare in libreria e ritrovare il tuo libro su uno scaffale.

–      COME VEDI IL TUO FUTURO DI SCRITTORE? RIMARRAI FEDELE AL TUO GENERE O HAI VOGLIA DI SPERIMENTARE CON QUALCOSA DI NUOVO?

Non riesco a capire ancora dove mi porteranno i miei libri, il solo pensiero del nuovo romanzo mi genera uno stato d’ansia incredibile.

Per quanto riguarda il genere, mi piacerebbe svariare. Sono convinto che ogni storia che riesca ad emozionarmi, sia degna di essere raccontata.

–      TRA I LIBRI CHE HAI SCRITTO, QUAL E’ QUELLO CHE HAI AMATO DI PIU’ E PERCHE’? CE NE PARLI?

Un mio libro che mi ha emozionato di più? Bè, facile, ne ho scritto solo uno. Ahahahaha.

Scherzi a parte, credo resterà comunque il mio preferito. Mi ha introdotto in un mondo bellissimo, fatto conoscere stupende persone e mi ha reso felice in un modo che non pensavo sarei mai riuscito a provare. Spero ce ne saranno altri che faranno lo stesso perché ormai sono “addicted”.

–      CHI SONO I TUOI AUTORI PREFERITI? QUALI QUELLI CHE TI HANNO ISPIRATO MAGGIORMENTE?

Il mio autore preferito è senza dubbio Nicholas Sparks. È lui il primo ad avermi emozionato davvero e ad avermi ispirato. Se scrivo è grazie a lui, e se m’impegno così tanto, è perché voglio, un giorno, emozionare i lettori come lui.

–      UN CONSIGLIO SPASSIONATO AD UN AUTORE EMERGENTE?

Non mollare mai. Mai.

Ci saranno giorni in cui ti sentirai confuso, la testa pesante, non saprai se quello che scrivi avrà senso, se riuscirai a piacere, giorni in cui affogherai nell’insicurezza, ma l’importante è non mollare mai.

Magari tra dieci anni ti saprò dare un consiglio migliore, ma, da neo-emergente, questo è quello che, in un eventuale viaggio nel passato, direi a me stesso.

–      CI RACCONTI QUALCOSA DI CURIOSO SU TE STESSO?

Qualcosa di curioso su di me? Mmmh, sono una persona che ama ridere e far ridere, e a volte ci riesco anche senza volerlo: sono abbastanza goffo.

 Ahahahahaa si, ho in programma di “farmi vedere”, e forse molto più presto di quanto pensiate.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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