Intervista Sale e Pepe: Ilenia Leonardini (autrice)

intervista

 

–      A CHE ETA’ TI SEI APPASSIONATO ALLA LETTURA?

–      All’età di 12 anni, il primo libro che lessi si intitolava La storia infinita di Michael Ende, poi Piccole Donne della Alcott.

–      QUANDO HAI COMINCIATO A SCRIVERE?

–      A 14 anni iniziai a scrivere, più che altro erano simili a sceneggiature, poi con il passare del tempo creai un mio stile, uno più dinamico e dove il lettore può immedesimarsi nei personaggi, quasi fosse una finestra dal quale poter condividere con i personaggi le loro vicende.

–      COME E’ NATA LA DECISIONE DI INIZIARE A SCRIVERE?

–      Per caso, in realtà. Ho iniziato a scrivere quelle che oggi chiamiamo Fanfiction, su un gruppo musicale che adoravo: I Take That, oltreché perché amando il cinema volevo creare qualcosa di diverso, anche per gli anime giapponesi. Ho scritto parecchie fanfic su di loro e anche su altri gruppi musicali e serie tv.

–      COME NASCONO LE STORIE DI CUI PARLI? A COSA TI ISPIRI?

–      Nascono da ciò che mi circonda e da quello che mi accade nella vita di tutti i giorni, oltreché dal mio stato d’animo. Anche la musica mi ispira molto, infatti quando inizio una nuova storia mi faccio una sorta di sountrack e un cast cinematografico, mi serve specialmente per immaginare meglio le scene.

–      MOLTI AUTORI SOSTENGONO CHE MENTRE IL RACCONTO PRENDE FORMA SONO I PERSONAGGI STESSI CHE TI PARLANO E TI INDICANO LA STRADA DA SEGUIRE… SENTI ANCHE TU LE VOCI NELLA TESTA?

–      Non è una vera e propria voce, è l’andamento delle vicende che si susseguono. È per quello che inizio sempre a scrivere le storie nei quaderni, perché nel momento in cui riporto i capitoli su pc la storia può essere modificata.

–      COME HAI CAPITO CHE IL TUO GENERE LETTERARIO ERA QUESTO?

–      Io sinceramente spazio tra i generi, l’unico che non amo e del quale non scriverei mai è l’erotico perché mi imbarazza. A me piace spaziare dal fantasy, al mitologico per arrivare al gotico o al noir.

–      QUANDO LEGGI UN LIBRO, NEL DARE IL TUO GIUDIZIO TI PONI COME SEMPLICE LETTORE O COME SCRITTORE?

–      Entrambi, sia come lettrice che come scrittrice, ma rispetto le idee dei miei colleghi scrittori, seppur io ami la letteratura straniere, come il cinema dello stesso genere.

–      COSA PENSI A RIGUARDO DELL’ANNOSO DILEMMA C.E. VS SELF?

–      Io le ho provate entrambe, ma sono convinta che il self sia meglio, tanto le case editrici non a pagamento non è che ti sponsorizzino un granché.

–      COME VEDI IL TUO FUTURO DI SCRITTORE? RIMARRAI FEDELE AL TUO GENERE O HAI VOGLIA DI SPERIMENTARE CON QUALCOSA DI NUOVO?

–      Continuerà sicuramente, e la cosa che mi caratterizza è il fatto di spaziare tra i generi, abbraccio anche quello storico, del quale prima o poi voglio scrivere una storia ambientata nel periodo della seconda guerra mondiale, oltreché uno nel medioevo ma che tratti di vampiri.

–      TRA I LIBRI CHE HAI SCRITTO, QUAL E’ QUELLO CHE HAI AMATO DI PIU’ E PERCHE’? CE NE PARLI?

–      Sicuramente tutti i miei libri, ma quello che ha un significato per me è Tra mito e realtà, Dei reincarnati, perché uscì il giorno del compleanno di mio padre , ovvero l’11 dicembre (lo scorso anno). Poi il 18 è volato in cielo.

–      CHI SONO I TUOI AUTORI PREFERITI? QUALI QUELLI CHE TI HANNO ISPIRATO MAGGIORMENTE?

–      I miei preferiti coincidono con coloro che mi hanno ispirato: Michael Ende, Alcott, Tolkien e anche quelli moderni come Rioran e la Rowling.

–      UN CONSIGLIO SPASSIONATO AD UN AUTORE EMERGENTE?

–      Lasciatevi guidare dalla vostra ispirazione, mettete una canzoni che vi dia la spinta e iniziate a creare. Lasciate che il vostro cuore vi guidi.

–      CI RACCONTI QUALCOSA DI CURIOSO SU TE STESSO? La scrittura creativa è stata, ed è ancora, una passione terapeutica. Mi ha aiutata a superare i momenti di sconforto, specialmente dopo perdita del lavoro.

–      Io lo dirò sempre: “Scrivere fa bene al cuore e all’anima!”.

–      Mi piace spaziare tra i “generi letterari”.

–      Passo dal fantasy, all’horror per poi catapultarmi nello sci-fi.

–      Ultimamente mi sono dedicata al thriller/noir e forse ho mescolato lo stile dark all’azione che, in genere, è presente nei “gialli”.

Creare mondi, situazioni inusuali e personaggi è qualcosa che si è fatto strada nel mio animo. Apprezzo anche la letteratura gotica dalla quale prendo spunto.

L’ispirazione mi coglie in qualsiasi momento, specie alla sera.

Mi piace molto mettere “in lavorazione” più tipologie di storie, questo perché seguo lo stato d’animo del momento.

Vi faccio un esempio:

“Quando fa freddo e fuori c’è il diluvio mi sento ispirata nello scrivere storie di creature sovrannaturali; mentre se mi trovo in riva al mare volo con la fantasia e posso scrivere tante mini storie che parlano di sirene e altre creature mitologiche marine.”

Molte mie amiche mi chiedono come io riesca a spaziare in questo modo e soprattutto a ricordarmi di ogni personaggio (e ne inserisco molti nelle mie creazioni).

Io rispondo che forse il mio cervello ha delle  “cartelle” simili a quelle di un computer.

Questa cosa mi fa sorridere.

Ma non ci posso fare niente, io sono fatta così.

Scrivere è un modo per liberarmi della quotidianità e rintanarmi in mondi perfetti, anche se non sempre ne hanno l’aspetto.

Nelle amicizie devo ammettere di essere molto timida, ma con le persone con cui condivido doti artistiche sono molto espansiva e con essi parlo di come adoro scrivere e di come ogni cosa mi ispiri.

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