Incontro con l’autore Luca Azzolini e Recensione del libro “Ragazzi Selvaggi”

 

 

 

 

 

 

 

 

Luca fa il conto alla rovescia: con la terza media si chiudono tre anni d’inferno. Non vede l’ora, ormai è questione di settimane. Anche Mattia fa il conto alla rovescia: aspetta il giorno in cui le sue stupide erre non suoneranno più così stupide e riuscirà a dichiararsi a Clara, l’attaccante più tosta della squadra di calcio. E poi ci sono Massimo, Lorenzo, Alberto. Loro sono quelli che camminano in gruppo e in gruppo trascinano i ragazzi grassi sotto le docce gelide. Anche loro però fanno il conto alla rovescia: contano i giorni che li separano dallo scherzo di fine anno, quell’evento che li farà passare alla storia e farà ricordare i loro nomi tra le mura della scuola media. E così, mentre Luca conta e sembra svanire, e Mattia conta e pare sbocciare, loro, i ragazzi, selvaggi, continuano a montare lo scherzo. Non sono mostri, non vogliono fare del male. Ma più il rischio è alto più l’adrenalina sale, e più sale più è facile sbagliare. E qualche volta, un singolo errore può trasformare lo scherzo in un gioco mortale.

 

 

Hi lettrici e lettori Sale e Pepe, 

Oggi un articolo un po’ particolare, parleremo di Ragazzi Selvaggi di Luca Azzolini, ma non sarà una semplice recensione, infatti, ancora una volta, grazie alla DeaPlanetaLibri ho avuto l’occasione di incontrare l’autore del libro e voglio condividere con voi parte di questa esperienza. 

 

Inizio col dire che questo incontro, così come il libro di Luca, è stato intenso e profondo: in un’ora l’autore ha condiviso con noi esperienze dolorose del suo passato e noi le abbiamo condivise con lui. 

 

È stato un incontro, o meglio un confronto, molto intimo, che mi ha permesso di riflettere tantissimo su un argomento delicato come quello del bullismo, anche se abbiamo parlato un po’ di tutto qui vi riporto un riassunto di quello che più mi ha colpito e che Luca mi ha trasmesso e che io voglio trasmettere a voi. 

 

Non chiudetevi, non nascondetevi, cercate sempre di essere ciò che volete essere.

Potete migliorare voi stessi? Certo, ma non dovete sminuirvi e cambiare ciò che siete per gli altri o per omologarvi al pensiero comune.

È giusto però fare un passo avanti, cercare di cogliere anche quelle piccole occasioni che non sono del tutto nella nostra comfort zone, ma senza mai doverne soffrire.

 

Ricordate la CLASSE non è il mondo, non pensate che tutti siano uguali, non temete il giudizio perché, come già detto, forse troverete tanti riscontri negativi, ma ce ne saranno anche di positivi, fuori ci sarà sempre qualcuno che vi vuole conoscere e vuole starvi accanto. 

 

Se siete vittime di bullismo non vergognatevene, NON siete voi il problema, parlatene, denunciate, non tacete e soprattutto fate in modo di trovare la vostra voce, per sfogare ciò che provate. 

 

Fatevi aiutare, da parenti, amici e professionisti, date a voi stessi la possibilità di guarire e trasformare le vostre ferite in cicatrici, non dimenticherete, ma piano piano il dolore diverrà solo un eco.”

 

Queste sono solo alcune delle cose dette ma credo riassumano perfettamente il bellissimo messaggio che l’autore voleva trasmettere, lo stesso messaggio presente anche nel libro. 

 

Per Luca la lettura e la scrittura sono state  una terapia, in questo libro in particolare ha dato sfogo a qualcosa che aveva sempre nascosto o edulcorato nel raccontarlo. Qui non lo fa, anzi, seppur breve, Ragazzi Selvaggi, è un libro crudo, con un impatto emotivo per me devastante. 

 

Leggendolo ho notato come l’uso delle parole sia uno dei punti forti dell’autore, ogni parola è un pugno, non ci sono sotterfugi, quello che leggi riesce a farti immaginare la scena come se la stessi vivendo veramente. 

La divisione in capitoli tra Bulli e vittime è netta e rimarca ancora una volta la distanza tra questi due “mondi”, che sono le due facce della stessa medaglia, quella dell’adolescenza. 

 

Non è una lettura semplice o rilassante, mi ha lasciata un profondo senso di tristezza e smarrimento, sono tornata indietro a quegli anni, quelli in cui anche io sono stata una vittima e allo stesso tempo ho preso consapevolezza di tutti i miei passi avanti (e di quelli che ancora devo fare).

È un libro coraggioso, forte, che racconta delle verità che non vengono capite e passano inosservate (o meglio che spesso fingiamo di non vedere),  ma che fanno male a molti ragazzi.

 

Davvero super consigliato sia per i ragazzi che per i genitori (o adulti in generale), proprio perché invita il lettore a una riflessione intensa e lo spinge a porsi delle domande che, forse, anche se banali, possono innescare un cambiamento anche solo nel modo di vedere la violenza, verbale o fisica, ormai quasi normalizzata.

Mi permetto di aggiungere che io lo farei leggere in tutte le scuole! 

INTERVISTA E RECENSIONE A CURA DI

 

firma Claudia

 

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