Doppia recensione “Un natale di pan di zenzero” di Jana Aston

 

 

 

Caro Babbo Natale,
per favore, non portarmi in regalo Keller James. Non ci cascherò, non mi importa quanto sia affascinante, irresistibile e famoso. Non mi lascerò incantare dalla sua abilità in cucina o dal suo accento inglese. Vincerò io la gara di pasticceria Gingerbread Bake Off e nessuno me lo impedirà. Nemmeno Keller.
Basta con gli scherzetti. Sarò inflessibile. Non mi lascerò tentare.
XOXO
Ginger Winter

Con questo nuovo libro di Jana Aston torniamo nel delizioso paesino di Reindeer Falls, dove abita la curiosa famiglia Winter. In questo secondo episodio della serie la protagonista è Ginger, pasticcera dallo strepitoso talento. Mentre è intenta a sfornare biscotti nella cucina del Busy Bee Inn, il proprietario la informa che qualcuno chiede di lei, o meglio dei suoi favolosi biscotti allo zenzero.

Si imbatte così in Keller, famoso chef del programma televisivo Brunch, Biscuits & Tea per il quale ha decisamente una cotta. Ginger è convinta si trovi da quelle parti come giudice del concorso di pasticceria al quale lei stessa parteciperà, ma invece se lo ritrova come concorrente.

Il racconto si snoda velocemente, anche troppo, però è senza alcun dubbio divertente e dolcissimo. Non riesco a decidere se mi sia piaciuto più questo o il precedente. Trovo che sia quasi un peccato che l’autrice non si sia dedicata anche a un pov alternato, con la voce maschile, o non abbia approfondito maggiormente la storia. Questo libro dura il tempo di una cioccolata calda, ma la storia di Ginger riuscirà comunque a scaldarvi il cuore!

Capisco le novelle, capisco che la brevità a volte rende anche il libro speciale, ma questo è troppo breve per entrare a far parte del loro mondo.

Una gara di pasticceria, due chef alle prese con il montepremi, una passione sfociata all’improvviso (sinceramente non ho capito come) e i due protagonisti che “se le suoneranno” a suon di biscotti natalizi.

Bella scrittura, bello il romanzo, ottima storia, troppe poche pagine per affrontare il discorso.

Non mi è piaciuto? Diciamo che se devo chiamarlo romanzo, mi occorrerebbe una storia (un passato), due protagonisti, un presente ed un epilogo (anche nel futuro immediato).

Qui togliendo passato e futuro avremo solo due protagonisti, una gara, un incontro, passione, una settimana, epilogo.

ELEONORA

 482 total views,  3 views today

La nostra votazione

Pubblicato

in

da

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *