Doppia recensione “I battiti dell’amore” di Jewel E. Ann

 

 

 

 

 

Flint Hopkins è convinto di aver trovato la persona ideale a cui affittare lo spazio sopra il suo studio legale a Minneapolis. Spera ardentemente che la proposta di Ellen Rodgers vada a buon fine: le sue referenze sono ottime ed è persino di bell’aspetto. Ma quando Flint scopre che la ragazza passa le sue giornate a suonare… tutte le sue attese crollano. Ellen, infatti, è una terapeuta che usa la musica per aiutare i suoi pazienti. Tamburi, chitarre, persino urli a squarciagola. Flint è sul punto di scriverle una di quelle lettere degne di un avvocato d’assalto come lui, quando si accorge che a suo figlio, Harrison, affetto da una forma di autismo, Ellen sembra piacere molto. Un padre single non può certo competere con l’allegria contagiosa di una ragazza che suona la chitarra, ammaestra topolini e ha sempre il sorriso stampato sul viso. Purtroppo tende anche a invadere gli spazi di Flint… A sistemargli la cravatta, ad abbottonargli la camicia… Una cosa è certa: deve starle lontano!

 

Un libro abbastanza corposo, più di 400 pagine, eppure scorrono così velocemente che vorresti solo fermare il tempo e rivivere quelle emozioni a lungo termine.

E’ uno di quei libri che ti colpiscono l’anima, la distruggono e l’aiutano al tempo stesso a ricostruirla, lasciandoti assaporare ogni piccolo traguardo raggiunto.

Il libro si apre con un grave lutto per Flint, un lutto che grava sulla sua coscienza, e vive la sua vita come una sorta espiazione del suo peccato. Vive in funzione e solo per il figlio rimasto in vita, vive attraverso il ricordo della moglie, vive o per meglio dire sopravvive con un peso sul cuore… Fin quando non incontra Ellen, la sua peggior sciagura.

“Ellen è irreale. E’… non so come dire, tanto bella da essere irritante… Un’incantatrice di serpenti… Ha l’odore di cose proibite.”

Lui, ex giocatore di football, adesso avvocato di successo, affitta uno dei suoi appartamenti ad Ellen per la sua attività di musicoterapia, da qui gli scontri sono all’ordine del giorno.

Il silenzio e la concentrazione per lo studio dei casi da portare in tribunale vengono interrotti ripetutamente dal suono, anzi frastuono, di strumenti musicali, l’aggravante? Ratti da compagnia come vicini di studio ed Ellen che si allea con il figlio.

Lei solare e allegra, con la musica nel cuore, canticchia senza nemmeno accorgersene, con un dramma nel cuore da voler cancellare, in cerca di una vita diversa, in cerca del “tocco d’amore”.

“Perchè canticchi? – Ha un effetto rilassante sul mio cuore! – E cos’ha il tuo cuore che non va? – Quando ti tocco fa un pò il matto, come se potesse esplodere da un momento all’altro. – E allora perchè lo fai? – Perchè non c’è niente che ti fa sentire più vivo che flirtare con la morte.”

Lui silenzioso e taciturno, un robot metodico senza relazioni a parte i sentimenti verso il figlio autistico.

Due mondi paralleli e distanti che si scontrano, due mondi che non fanno altro che avvicinarsi sempre di più.

Flint rappresenta la linea sottile tra odio e desiderio. Ed io non sono pronta ad attraversarla… non ancora…Flint ed io siamo come due biglie di un flipper, che si urtano e schizzano in direzioni opposte, finchè il caso non le porta a scontrarsi di nuovo.”

Se dapprima sembra una passione senza secondo fine, della serie una botta e via, così ci si dimentica delle sensazioni provate, i sentimenti iniziano a palesarsi forti come non mai.

“Ho la sensazione che il mio cazzo di cuore stia per frantumarsi in mille pezzi. Si perchè in questo preciso istante ho la sensazione di meritarmi tutto questo… Ma lei non entrerà mai nella mia vita. Ellen Rodgers è un’occasione mancata. Un’opportunità all’ultimo. Un metti-caso-che.”

La giostra dei sentimenti ti scaraventerà in tutte le direzioni, lottando tra la paura, la fragilità dell’anima, il dolore del distacco, l’abbandono, l’amore, la dolcezza, la passione e poi il crollo. Ci sarà la rinascita?

“Vivi o muori, Flint… Ma non restare come un coglione nel mezzo.”

“Tu sei la prima boccata d’ossigeno che mi ha toccato i polmoni da dieci anni a questa parte.”

Un libro che ti dona tutto, ti fa vivere tutto, assapori ogni tipo di emozione dalla più dolce alla più amara, ti fa salire sulle nuvole e ti fa crollare nel cratere di un vulcano attivo, il romanzo, seppur abbastanza lungo, scorre con l’alta attenzione del lettore.

Ami, odi, soffri e… speri.

“Se vuoi fare qualcosa per la persona che ami… allora aprile il tuo cuore e permettile di ricambiarti.”

Non farai altro che suggerire al tuo cuore il karma “Voglio questa vita.”, perchè la meriti, perchè il destino se prima toglie poi potrebbe dare una seconda possibilità per riprendere a vivere, per capire che l’amore fa rinascere.

“La tua vita ti aspetta Flint. Entra in campo o ritirati. Ma non restare seduto in panchina a guardare gli altri mentre vivono il tuo sogno.”

“Mari e monti, Flint. Ti amerà talmente tanto che non conterà il tempo… non conterà la lontananza… sentirai solo il mio amore… ad ogni respiro che farai.”

E la speranza di un ritorno da quel passato, da quella colpa… Attendi.

“Anch’io voglio questa vita”

Una copertina anonima e un titolo insulso nascondono un piccolo gioiello. Il tema dell’autismo trattato con dolcezza in una situazione familiare impregnata di rimorso e rassegnazione, un amore che non sembra meritato e del sesso esplosivo. Ecco cos’è questo romanzo.

La diversità avrebbe potuto appesantire la trama, invece l’autrice è stata magnifica nel saper mescolare tutti gli ingredienti per rendere questa storia dolce, divertente, appassionata.

Ellen è una musicoterapeuta in cerca di uno studio dove esercitare, Flint è un avvocato con dei locali da affittare. Da subito le cose non si incastrano perfettamente finché Harry, il figlio autistico di Flint, non trova in Ellen quella figura femminile che manca nella sua vita.

La madre è morta in un incidente stradale per colpa del padre, che ora sopravvive solo in funzione di Harry ed Ellen ha la capacità di fare aprire i loro cuori con i suoi motivetti canticchiati fra i denti e anche lei ha bisogno di riaffermarsi come donna dopo la fine del suo matrimonio.

Flint ed Ellen sono due sopravvissuti, tutta la loro vita precedente è finita in un istante: “a volte il mondo finisce e dimentica di portarti via con sé”. Ed entrambi meritano un’altra occasione.

 

Bello bello bello. Personaggi di cui ti innamori all’istante, un appuntamento con le pagine anelato per tutta la durata della lettura.

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