Recensione “Formule mortali” di François Morlupi

 

 

 

 

 

 

In una torrida estate romana un passante scopre un cadavere di un uomo atrocemente torturato e mutilato. Sul terreno insanguinato gli arti amputati disegnano una celebre formula fisica. È il primo di una serie di omicidi rituali che coinvolgono vittime senza alcun legame apparente. A tentare di risolvere il caso è chiamato il commissario Ansaldi, professionista integerrimo ma tormentato dall’ansia e dagli attacchi di panico. Ad accompagnarlo in questa avventura verso il male, il vice ispettore Loy, una ragazza con un forte disturbo antisociale di personalità, e altri tre membri del commissariato di Monteverde. Tenteranno insieme di venire a capo di quello che ormai i media hanno battezzato come “il caso delle formule mortali”, un’indagine dopo la quale nessuno dei protagonisti sarà più lo stesso.

Penso di essermi irrimediabilmente innamorata di questo libro. L’ho aperto pensando di trovarmi davanti il classico giallo poliziesco che dopo le prime pagine si capisce chi è l’assassino, e invece mi sono trovata catapultata in una Roma torrida sotto il sole di Agosto, in una centrale di polizia di quartiere non troppo conosciuta, con dei protagonisti così reali che sembrano quasi far parte della tua vita quotidiana.

Quattro uomini e una ragazza, cinque esseri umani con i loro pro e i loro contro, con i loro difetti e le loro debolezze. Sono queste le cose che te li fanno amare, le loro imperfezioni, il loro essere tremendamente normali e tremendamente semplici.

Il primo omicidio di una serie, sconvolgerà la routine di questi uomini e la caccia al mostro farà in modo di vedere dentro alle loro anime. Una caccia impari a volte, come spesso succede anche nei film, un filo che sembra non avere né capo né coda e che intreccia inesorabilmente la matassa. Più di una volta durante la lettura mi sono chiesta dove l’autore volesse arrivare, dove volesse portare il lettore e che mente geniale dovesse possedere per scrivere una storia del genere.

Un libro ben scritto, alcuni errori si trovano durante la lettura, ma passano in secondo piano grazie all’accuratezza delle scene descritte. Durante la lettura ci troviamo ad affrontare argomenti che, se non fossero spiegati così bene dall’autore, ci lascerebbero basiti e tentennanti, con più domande che risposte. E invece, ci troviamo davanti a spiegazioni così ben curate che ti catturano sempre di più nella bellissima ragnatela che l’autore ha creato per i suoi lettori.

Da una Roma assolata e caotica l’autore ci trasporta in una Corsica calma e con i suoi ritmi lenti, con una naturalezza quasi disarmante.

Un’indagine che sembra non avere una soluzione e un mondo malato chiamato deep web.

Una realtà che noi ignoriamo, ma che esiste e fa paura.

Scene forti che ti fanno provare sulla pelle la sofferenza, l’agonia e il dolore, mescolati alla paura e al puro terrore provato dalle vittime.

Un libro curato nei minimi dettagli, su cui si vede che è stato fatto un bellissimo lavoro di ricerca e di studio. Un mix perfetto tra un indagine poliziesca e la vita quotidiana dei protagonisti della storia.

Assolutamente da leggere per tutti gli amanti del genere.

E in attesa della prossima uscita, molto probabilmente rileggerò di nuovo “Formule mortali”.

 

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