Recensione “Forever Love – Forever series 4” di Sandi Lynn

 

 

 

 

 

Mi chiamo Julia, e sono la figlia di Connor ed Ellery Black. Sì, mio padre è milionario, ma se pensate che la mia vita sia un sogno, che sia la piccola principessina di casa, vi sbagliate di grosso. Ciò che faccio per la maggior parte del tempo è mentire ai miei genitori e sgattaiolare fuori dalla mansarda. Secondo mio padre, alla tenera età di sedici anni sono ancora troppo giovane per frequentare i ragazzi; mia madre, l’artista, cerca di restare neutrale e non si pronuncia sull’argomento. Ma io e la mia migliore amica London abbiamo voglia di uscire, di vivere; ci piace fare shopping e rimorchiare tutti i ragazzi che i nostri genitori non approverebbero. Ogni tanto ci cacciamo nei guai, certo, ma quasi sempre riesco a uscirne indenne, tranne quella volta in cui mio padre mi beccò a fare sesso con Brody Sullivan nella mia stanza…

Questa è la storia della mia vita, delle mie aspirazioni, dei miei sogni, delle mie sfide e, soprattutto, di come il destino mi ha portata finalmente tra le braccia del mio grande amore.

Quarto romanzo della Forever Series e, se avevo considerati carini i primi tre, con questo purtroppo scendiamo ancora di livello.

Ho trovato la storia molto banale, va bene che la voce narrante, o una delle voci, appartiene a una ragazza di 16 anni, ma il livello culturale del racconto non arriva neppure alla giovane età della protagonista.

Julia, questo il suo nome, è la figlia di Connor ed Ellery, i protagonisti dei primi tre libri della serie, ed è una ragazza ricca, viziata e insulsa. Non ha idee e non ha ideali. Non ha minimamente vissuto nel mondo reale bensì sotto una campana di vetro costruita soprattutto dal padre, che appare come una figura debole ed insicura, tremendamente ed esageratamente geloso della figlia. L’autrice avrebbe potuto marcare il rapporto di complicità che hanno i due in altro modo, invece ha preferito scadere nei soliti cliché delle famiglie americane straricche in cui girano alcol, droga, sesso e soldi, tant’è che appena Julia chiede “Papino, mi presti la carta di credito?”, lui subito gliene procura una tutta per sé; quando finisce in punizione lui quasi subito la cancella, dando un forte messaggio diseducativo; infine, quando toccano argomenti importanti e pericolosi per un’adolescente, il grande insegnamento è semplicemente “non si fa”.

Non parliamo della parte romantica del romanzo, dell’amore che viene spesso sostituito dal puro sesso, sia fra i genitori che pare non abbiano altri modi per dimostrarlo sia fra Julia e i ragazzi. Quando fa sesso per la prima volta non ho provato nulla, nessuna emozione, nessun coinvolgimento psicologico o emotivo, il vuoto. Era come se la protagonista non sapesse neppure dove si trovava e cosa stava facendo, come se fosse un’altra giovane donna a vivere quelle prime ed importanti emozioni e, giusto per non farsi mancare nulla di totalmente strampalato, lei e il dongiovanni di turno vengono beccati dal padre di lei che entra nella sua camera, ovviamente senza bussare.

Insomma, il non plus ultra della banalità scritto veramente male, con dialoghi di pessima qualità sia nei contenuti sia nella grammatica.

Mi dispiace perché in genere non scrivo recensioni negative, ma questo libro non lo consiglio assolutamente.

Sensualità: 

Recensione: 

Editing: 

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