Segnalazione di uscita “Juliet e l’Highlander – I Windermere  Vol. 4” di Sofie Darling

Titolo: Juliet e l’Highlander (titolo originale: Miss Windermere Woos a Highlander)

Autore: Sofie Darling
Traduttore: Isabella Nanni

Editore: Love Ink Books LLC (prima edizione in lingua originale: 2022)

Genere: Romance storico

Prezzo ebook: € 2,99 – disponibile anche in Kindle Unlimited 

Data pubblicazione: 8 aprile 2026

Serie: I Windermere 

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Lui mi ama…

Scena: Italia, campagna toscana. La signorina Juliet Windermere si attende una dichiarazione d’amore dall’uomo dei suoi sogni. Quello che ottiene è una confidenza in cui lui le dice che lei assomiglia alla donna dei suoi sogni… che al momento si trova a migliaia di chilometri di distanza, in Scozia.

Lei NON mi ama…

Scena: Highland scozzesi. Lord Rory Macbeth, Visconte Kilmuir, non ha alcuna intenzione di corteggiare la ragazza della porta accanto. Ma Juliet questo non lo sa. Lui è sicuro di non esserle mai piaciuto, ma quando la talentuosa poetessa dice che lo aiuterà a conquistare il suo vero amore, lui inizia a vedere un lato completamente nuovo della giovane Windermere.

Il vero amore non è mai filato liscio…

Juliet spera che scrivere la poesia metta fine alla sua ostinata cotta per Rory. Invece, lavorare insieme porta a nuove scoperte, e un bacio sotto la pioggia rivela la vivace passione che solo loro riescono a suscitare l’uno nell’altra.

Ma Rory riuscirà a convincere la sua poetessa guerriera che lei, e solo lei, è tutto ciò che desidera di più al mondo?

 



Estratto

Con la coda dell’occhio intravide un albero a poca distanza. Non era un albero nodoso e contorto come l’ulivo eterno, ma un albero spesso e solido come una quercia che si potrebbe trovare in Inghilterra.

L’albero si mosse.

L’albero, a quanto pareva, non era affatto un albero, ma un uomo. Un uomo piuttosto alto e massiccio, con capelli rosso chiaro dai riflessi dorati come un tramonto autunnale; occhi azzurri luminosi e opachi, della stessa tonalità di una pietra turchese; e un immancabile sorriso sbilenco.

Uno scozzese, per la precisione.

E non uno scozzese qualsiasi, ma lo scozzese di cui si era invaghita dal momento in cui Archie lo aveva portato a casa da Eton durante le vacanze scolastiche e glielo aveva presentato come Rory.

E ora era sola con lui.

Colse l’istante in cui lui la notò e il sorriso sbilenco gli si dipinse sulle labbra. La salutò con un piccolo cenno della mano, che lei ricambiò alla pari.

Niente di più, niente di meno.

Quella era la chiave per mantenere segreta un’infatuazione. Ricambiare alla pari… Niente di più, niente di meno.

Nessuno avrebbe mai saputo niente se lei non si fosse tradita.

«Una girovaga come me» disse lui, conversando con leggerezza con il suo forte accento scozzese che le faceva sentire le farfalle nello stomaco.

La sua bocca si sollevò in un sorriso di saluto – niente di più, niente di meno. «Ah, sì.»

Lui le si avvicinò… aggrottò la fronte e inclinò la testa di lato. La stava fissando… come se la vedesse per la prima volta, tanto si sentiva al centro del suo sguardo – un posto in cui non si era mai trovata prima.

Le farfalle nello stomaco si moltiplicarono e finirono a svolazzarle nel petto, rendendole difficile respirare…

La sua mano le sfiorò il viso… e le tolse un seme di dente di leone dalla guancia. Lo sollevò, aprì il pollice e l’indice e lo lasciò volare via nel vento…

«Non ho mai notato una cosa di voi» disse lui con voce profonda.

Le farfalle nello stomaco le fecero palpitare il cuore. I palmi le si imperlarono di sudore. «Oh?» chiese trafelata.

«Assomigliate esattamente a…»

Un Botticelli dai capelli corvini? Venere di Milo, ma con le braccia e la testa?

«A chi?» gli chiese con un filo di voce.

«Alla signorina Davina Dalhousie.»

Juliet sbatté le palpebre e l’espressione sognante che gli aveva rivolto fino a quel momento le si congelò in viso.

La signorina Davina Dalhousie.

Ma certo.

La gentildonna che aveva rifiutato la sua proposta di matrimonio prima che lui partisse per l’Italia. Eppure…

Per un attimo, era sembrato che la sua infatuazione per la signorina Dalhousie fosse svanita – a quanto pareva, la giovane donna era stata piuttosto categorica nel suo rifiuto – e che lei stessa avesse finalmente catturato il suo interesse.

Ma, ahimè, non era così.

In un istante, a Juliet fu chiaro che cosa doveva fare. Per prima cosa, allontanarsi il più possibile da quell’uomo. Poi, farsi un bel pianto purificatore. E, infine, cosa più importante, scrivere un verso in cui il cattivo della storia scivolava e cadeva tragicamente da una montagna scozzese o veniva preso a testate sul didietro da una vacca delle Highlands infuriata.

Quest’ultimo scenario aveva un fascino particolare, dato che le farfalle nello stomaco erano state sostituite da pipistrelli, del tipo mordace…

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