- Editore: SELF (Navila)
- Genere: Historical Romance
- Formato: ebook e cartaceo
- Data pubblicazione: 25/06/2026
- Protagonisti: Miss Cecily Gracefield e Lord Alistair Gracefield, barone di Ashcombe
- Pagine: 364
- Link di acquisto su Amazon: https://www.amazon.it/dp/B0H1R4QH4M/
- Pagina autrice: https://www.facebook.com/RossellaDArcy/

Dall’autrice di Scacco al Duca torna la saga Le figlie di Ashcombe Manor con un nuovo, travolgente capitolo di amore proibito, scandali e desideri impossibili.
Nell’Inghilterra della Reggenza, una donna senza onore non ha futuro. E una famiglia senza eredità non ha più una casa.
Dopo la morte del vecchio Barone, Ashcombe Manor rischia di essere perduta per sempre.
Per salvare ciò che resta della sua famiglia, Cecily Gracefield ha una sola possibilità: proteggere il proprio nome a ogni costo. Perché basta un errore… e il suo onore sarà distrutto.
Ma tutto cambia con l’arrivo del nuovo Barone.
Alistair Gracefield è freddo, inflessibile, deciso a reclamare ogni diritto sull’eredità. Non crede nell’amore. Non si fida delle donne. E non ha alcuna intenzione di lasciarsi coinvolgere… soprattutto da Cecily.
Quando uno scandalo minaccia di travolgerla, una sola soluzione resta possibile: un matrimonio imposto.
Un’unione che può salvare Ashcombe o distruggere entrambi.
- Lei, in bilico tra dovere e desiderio, rischia di perdere tutto.
- Lui, convinto che l’amore sia un inganno, non è pronto a ciò che prova.
E quando un uomo dal passato di Cecily torna a reclamarla, il fragile equilibrio si spezza.
Perché ad Ashcombe Manor non è in gioco solo un’eredità, ma l’onore, il cuore… e il diritto di scegliere il proprio destino.
Il Barone che non amava le rose è una storia di passione, rischio e redenzione. Perché, nel mondo della Reggenza, amare è lo scandalo più pericoloso di tutti.
Biografia autore
Amante dei grandi classici e del fascino senza tempo dell’Ottocento, Rossella D’Arcy scrive storie in cui l’onore si scontra con il desiderio e il cuore osa sfidare le rigide regole della società.
Affascinata dai piccoli dettagli che rendono vivo il passato, ama immergersi nelle atmosfere d’epoca per raccontare balli scintillanti, sguardi rubati e segreti sussurrati dietro i ventagli.
L’onore di una rosa è il prequel della sua saga d’esordio, Le figlie di Ashcombe Manor, una serie corale che esplora i legami familiari e il coraggio delle donne attraverso le generazioni.
Quando non è impegnata a dar voce ai suoi personaggi, Rossella trascorre il tempo tra la lettura di un vecchio classico e la cura della sua community di lettrici.
Citazioni:
Il cuore le tremò. In quel salotto inappuntabile, tra il crepitio del fuoco e l’odore di rose, la guerra non aveva bisogno di dichiarazioni. Era già iniziata. E lei si trovava esattamente al centro.
«Non c’è cuore che non possa essere conquistato. Non c’è rocca che non possa essere espugnata.»
Sul tavolino notò un vassoio d’argento che la sera prima non c’era. Sopra vi erano posati un mozzicone di sigaro spento e un guanto di pelle scura, abbandonato con una noncuranza che sapeva di possesso. Un odore pungente di tabacco e pioggia le aggredì le narici. Lui era stato lì. L’aveva guardata dormire, rivendicando la stanza con la propria impronta prima di andarsene.
La statua di marmo prese vita. Cecily tradì ogni proposito, aderendo contro il panciotto di quell’uomo odioso, le dita affondate tra i suoi capelli scuri. La passione divampò, impudica, sotto il sole del mattino.
Cecily rimase immobile, le labbra turgide e il cuore come un uccello in gabbia. Si sentì derubata, esposta. Lui l’aveva accesa e poi spenta con la noncuranza con cui si soffoca una candela. «Vi odio», sussurrò, la voce tremante per l’umiliazione. «Certo che mi odiate, Cecily. Ma almeno ora sapete che il vostro odio ha un sapore molto simile al desiderio.»
C’era una colpevole, innegabile differenza tra i baci di Arthur e quelli di Alistair. Si portò le dita alle labbra, come a proteggere un segreto vergognoso. Se prima aveva immaginato che solo la poesia potesse elevare un gesto simile, quanto accaduto nello studio le confermava che la passione dei libri non era finzione.
Man mano che si avvicinava, Alistair distinse il suono del suo respiro, rapido, forzato, e il modo in cui le dita artigliavano la manica del Visconte per non crollare. Era una promessa di tempesta che lui, per la prima volta, temette di non saper governare.
Spostò lo sguardo sulla capotavola opposta. Cecily non aveva pronunciato una sola sillaba. Era chiusa in un mutismo di ghiaccio, la schiena dritta contro lo schienale come se temesse di andare in frantumi. Studiò il profilo di sua moglie: era pallida, furiosa e insopportabilmente bella.
La stanza era impregnata dell’odore di lavanda che Cecily amava, un profumo che ora sapeva di tradimento. Le candele ardevano ancora, ma il letto, ordinato e freddo, era vuoto. «Maledizione!», ringhiò.
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