Review tour “The omen of stones” di Casey L. Bond

 

Un romantasy oscuro e magnetico, perfetto per chi ama streghe potenti, magia proibita e scelte impossibili.

Il giorno del mio diciassettesimo compleanno ho sentito, per la prima volta, la voce del Destino. Mi chiamava. Mi implorava di trovare il Presagio delle Pietre.
Non avevo mai sentito parlare di quella tradizione e ho creduto di poterla ignorare.
Mi sbagliavo.
Durante il solstizio d’estate, circondato dalle streghe del Regno, la mia magia è esplosa come un’onda in tempesta. L’energia crepitava nelle mie vene, potente e incontrollabile. Ho abbandonato i miei doveri reali per inseguire quel richiamo.
Oltre i confini sicuri del Regno, il Destino mi guidava verso qualcosa che sentivo di dover reclamare. La fiducia nella mia arte mi ha reso cieco davanti alle ombre che si addensavano all’orizzonte.
Poi sono stato catturato.
I puristi vogliono liberare il Regno dalla magia. Dalle streghe. Da me.
La mia salvezza arriva sotto forma di una ragazza misteriosa che brandisce pietre come lame. In lei c’è qualcosa di familiare. Qualcosa che sussurra che insieme siamo più forti. Abbastanza forti da sfidare le forze oscure che minacciano di distruggere tutto ciò che amo.
Ma fidarmi del Destino potrebbe costarmi la corona.
Sfidarlo potrebbe costare la vita a Omen.

 

Avevo avuto il piacere di leggere il libro precedente e non sono riuscita a lasciarmi sfuggire il seguito, che non mi aspettavo. Anche questo secondo volume è autoconclusivo, ma lascia uno spiraglio a una storia ulteriore. Consiglio di leggere prima il precedente volume, così che siano più chiare certe vicende e certi personaggi.

Tornando a questo romanzo, ci troviamo di fronte a nuovi protagonisti, figli di cambiamenti e menzogne, di sotterfugi e non detti.

Conosciamo Omen come una giovane strega che non capisce fino in fondo il suo potenziale né da dove viene esattamente. Sa solo che dal fiume è nata e nel fiume morirà. Quel fiume che la richiama a sé, le cui pietre sono il suo dono e la sua energia.

In contrapposizione a Omen, leggiamo di River, anzi, del principe River… Figlio di una strega e di un umano, che conosciamo bene.

Forse in lingua originale i doppi significati dei loro nomi sono più chiari, dove Omen significa presagio e River significa fiume, ci sono dei giri di parole che potrebbero sottintendere molto di più, oltre che far venire il dubbio sin da subito su chi o cosa potrebbe causare la morte di Omen.

Entrambi hanno sempre sentito come se mancasse loro un tassello, forse quel senso di appartenenza a qualcuno o qualcosa… ma cosa?

La storia inizia con una madre che partorisce tre gemelle, aiutata dalle due sorelle. Ma dove sono finite tutte adesso? Sono ancora vive? Perché Omen è stata abbandonata e, per di più, con l’avviso della propria fine?

Quando il Destino farà incontrare Omen e River, la vera storia inizierà a prendere piede e a intrecciarsi con verità e scoperte che, piano piano, aumentano di quantità e qualità. Non voglio fare alcun tipo di spoiler perché il bello di questo romanzo è proprio che scopre le carte al momento giusto, con i tempi perfetti per farti innamorare dei personaggi, dei luoghi e della storia.

Mi è piaciuta la loro storia, degna di uno young adult, di un primo amore delicato e potente al tempo stesso che non ha bisogno di aggiungere scene spicy.

Sono molto contenta di aver ritrovato i vecchi personaggi e ho molto apprezzato come il tempo abbia fatto sì che i personaggi maturassero pur restando ben caratterizzati, senza perdere le vecchie consapevolezze ma, anzi, acquisendone di nuove.

Scorrendo nella lettura mi sono resa conto di essermi completamente dimenticata della presenza dei Puristi nel primo volume. Nel seguito mi sono ritrovata ad apprezzare il loro essere “il cattivo”, ovviamente coadiuvati da un capo privo di scrupoli, perché subdoli, capaci di atrocità inenarrabili.

Quando si arriva alla battaglia finale ho sempre paura che tutta l’anticipazione che l’autore o l’autrice di turno svolga alla velocità della luce. In effetti anche qui le cose sono andate molto velocemente ma con un senso, con una spiegazione: essere rapidi può salvare la vita di tutti o della maggior parte di loro. Ma chi sarà l’eroe o l’eroina della situazione. Chi si salverà e chi, invece, morirà?

Ho storto un po’ il naso su alcuni punti ma non posso che dare pieni voti a una storia che mi ha rapita sin dalle prime pagine e che mi ha tenuta incollata fino alla fine.

 

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