Review tour “Simon – Serie Letale” di Ileana Secci

 

Simon ha sempre saputo salvare gli altri, il problema è che nessuno le ha mai insegnato come salvare sé stessa. Medico di Pronto Soccorso, ha imparato a convivere con il dolore dei suoi pazienti, affrontando ogni giorno la sofferenza con lucidità e sangue freddo; ma nessuna esperienza avrebbe potuto prepararla a ciò che accade, quando è la sua stessa vita a sgretolarsi. La perdita della sorella Rose la trascina in un vortice di dolore dal quale sembra impossibile riemergere; una relazione che l’ha profondamente segnata continua, invece, a convincerla che l’amore sia qualcosa a cui non è destinata. È proprio quando ogni certezza sembra ormai perduta che il destino mette Cameron sul suo cammino. La sua presenza diventa un’àncora a cui aggrapparsi, ma dietro a quell’uomo, che sembra avere sempre la risposta giusta, si nascondono segreti capaci di cambiare la vita di Simon ancora una volta, costringendola a mettere in discussione tutto ciò che stava faticosamente ricostruendo.

 

Ileana ha una scrittura che cattura, “inventa” personaggi che ti entrano sottopelle e Cameron è stato uno di questi.

La sua fragilità, la sua emotività, la sua resa di fronte alla vita, al dolore, al passato è stato quello che mi ha portato ad amarlo e non volerlo lasciarlo andare.

Un libro che tocca le corde più profonde del cuore, il tema del suicidio, del lutto, attacchi di panico sono temi non facili da trattare e trattarli all’interno di un romance dove la passione fa di solito la padrone non è facile, si cade spesso in banalità, si cade spesso in situazioni abbastanza inverosimili.

Ileana ha vinto anche questa volta, a mio avviso è stato il personaggio più complesso da descrivere, la sua mente a volte non lucida, il suo cuore immenso e vulnerabile.

Simon, di contro è l’eroina della situazione, medico di pronto soccorso, pronta a tutto per la sua famiglia, fino a quando il suo equilibrio emotivo cede il passo al dolore, la perdita della sorella è inaspettata e squilibra tutta la sua vita.

Due personaggi che, nel loro punto di rottura, si incontrano e cercano di trovare un nuovo equilibrio, seppur precario.

È un lento conoscersi, approcciarsi, nessun legame stabile, nessuna etichetta, nessuna storia a lungo termine, solo l’esserci per entrambi.

Quel profumo di anice speziato, quel camice che detta le regole, un destino che corre troppo in fretta e senza nessun controllo.

Una continua ricerca della felicità, il sentirsi fuori posto, essere di troppo e addirittura sentirsi sbagliato.

Quante notti insonni, quante pillole da ingoiare per ritrovare la forza di andare avanti, quante lacrime silenziose, quante arrese prima di una piccola e assurda vittoria. Quanti crolli può superare un uomo prima di ritrovarsi stabile sulle proprie gambe?

“Penso che tu non abbia avuto l’incentivo giusto per apprezzare la vita. – E tu saresti in mio incentivo?… -Facciamo un patto – Che tipo di patto? – Sosteniamoci a vicenda, vediamoci, passiamo del tempo insieme e diventiamo l’uno per l’altra il pilastro su cui reggersi.”

Esserci per l’altro, reggersi insieme, non crollare, trovare la luce in fondo a quel maledetto tunnel.

“Se tu provi dolore, io lo sento. Se ti manca l’aria, respiro con te. Se crolli, ti tengo in piedi. Io sarò quello che ti serve. Sempre.”

E adesso voglio proprio conoscere Nigel.

 

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