Review tour “MISS MILES” di Mary Taylor

 

 

 

 

 

 

 

Per la prima volta tradotto in Italia, un grande classico scritto da Mary Taylor.

Yorkshire, 1830.

Maria, Dora, Sarah e Amelia sono le protagoniste di queste storie intrecciate fra loro che, in qualche modo, riescono ad avere un comune denominatore: la forza delle donne.

Siamo nell’Ottocento, un periodo in cui la donna deve sottostare alle regole maschili e tacere, come la buona norma impone. Maria, Dora, Sarah e Amelia però, in barba alle regole del tempo e nonostante le avversità che cercano di ostacolarle, si dedicheranno alla ricerca del loro destino. Un destino che non è già scritto, come la società vorrebbe, ma che loro stesse vogliono creare. Chi sono queste donne, caparbie e intelligenti, che sfidano le regole degli uomini?

Quattro storie che vi faranno ricredere sulla forza di volontà femminile e che racchiudono due semplici ma grandi valori, sempre attuali: l’amore e l’amicizia.

Scritto da Mary Taylor, una delle più care amiche di Charlotte Brontë, Miss Miles è considerato uno dei primi manifesti femministi ottocenteschi.

Un bel classico purtroppo sconosciuto, almeno nel nostro Paese, quindi ringrazio la Darcy Edizione per questo lavoro di traduzione.

Uno scritto diverso dai classici cui siamo abituati, tra l’altro nato dalla penna di un’amica di Charlotte Bronte. Possiamo dimenticare le cupe atmosfere ancestrali ma anche gli slanci amorosi perché l’autrice ha altro in mente. Non è una storia d’amore, seppur tribolata, quella che vuole narrarci, l’intento è parlare del femminismo ottocentesco inglese mostrandoci uno spaccato dell’epoca e della condizione della donna nelle varie classi. La condizione della donna era sicuramente un tema che stava a cuore a chi ha scritto queste pagine ma anche a tutto il mondo femminile ormai in fermento nel corso dell’800.

Diverso è anche lo stile narrativo. Mary Taylor ha un taglio forse molto moderno per la sua epoca, scarno, diretto ma anche veloce e un po’ disordinato al punto che si fatica a starle dietro, almeno all’inizio.

La storia, ambientata nello Yorkshire a partire dal 1830, è articolata e si sviluppa attorno a quattro figure: Maria, Sarah, Dora e Amelia, tutte con un vissuto differente una dall’altra. Chi nobile, chi povera, chi decaduta, chi orfana ecc. Vite molto differenti eppure una cosa le accomuna, ed è la voglia di combattere per i propri diritti, di cambiare la propria condizione e di vivere liberamente seguendo le proprie inclinazioni.

Sono ragazze che vorrebbero semplicemente studiare o lavorare o non essere giudicate, ma soprattutto che si ostinano a non voler fare da tappezzeria. L’idea della donna come moglie e madre senza altri scopi nella vita non fa per loro, non fa per l’autrice e non fa per la donna contemporanea che legge con interesse questo scritto.

Non mancano le storie d’amore a fare da cornice alla storia portante come anche gli intrecci con altri personaggi spesso pittoreschi o enigmatici che colorano e arricchiscono la narrazione rendendola molto gradevole.

In conclusione un libro interessante, a tratti quasi un saggio, che non poteva mancare fra i classici della mia biblioteca.

Consigliato!

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