Review Tour “Le Leggende di Londra: Dilogia del Giglio volume 2” di Roberta Puglielli

 

 

 

[…] la mano, che prima accarezzava i morbidi riccioli neri, era scivolata sul petto e il Giglio sentì, sotto il leggero tessuto della camicia azzurra, il palpito dell’uomo.
«È il tuo cuore, Stafford.»
«Sì. Quel muscolo che batte in mezzo al petto ma che accelera ogni volta che ti avvicini» sussurrò, spostando il viso a cercare le labbra umide e morbide.

Secondo capitolo della dilogia de Il Giglio Nero.

Stafford Graves sarà ancora affiancato in nuove indagini da Megan Black, che ci permetterà di conoscere un inaspettato detective, e lascerà ampio spazio a una nuova consapevolezza, quella di non essere solo un cervello in un’ampolla di vetro come lo ha simpaticamente definito l’amico e compagno di disavventure, Robert Wilson.
Una figura tornerà dal misterioso passato di Megan e Stafford sarà costretto a districarsi fra più casi insieme.
Siete invitati nel mondo immaginario, frenetico e un po’ folle delle Leggende di Londra.

Eccoci qui, al secondo volume del “Giglio”.

Vi ricordate come ci ha lasciato l’autrice alla fine del primo? Non so voi, ma io me lo ricordo benissimo, la mia bocca spalancata e la voglia di urlare me le sogno ancora la notte.

Si è fatta perdonare? Io direi proprio di sì, perché in questo volume non solo ci fa camminare, come nel precedente, sul filo del rasoio delle indagini, ma l’autrice trova anche il tempo per la passione e l’amicizia.

Vediamo,infatti, il nostro Stafford con occhi diversi, e se non ve ne foste già innamorate durante la lettura precedente, di sicuro lo farete dopo la lettura dei primi capitoli.

Uno Stafford innamorato, che si trova a fare i conti con sensazioni e sentimenti che non ha mai provato, ma soprattutto che si ritrova a dover proteggere la donna che ama, da un passato che torna prepotente nella propria vita.

Una storia che ti fa schizzare l’adrenalina e, al tempo stesso, ti culla con quel lato romantico che non guasta mai.

La Puglielli, secondo me, con questa dilogia ha vinto, perché è riuscita magistralmente a combinare due generi totalmente diversi, ma che se messi insieme nel giusto modo, rendono la lettura meravigliosa.

Libro curatissimo e scrittura semplice e scorrevole.

Consiglio? Di più…

firma Claudia

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