
Trigger Warning:
– Morte sospetta e occultamento
– Esperimenti su soggetti umani non consenzienti
– Condizionamento psicologico e sessuale
– Coercizione affettiva e controllo identitario
– Isolamento, dissociazione e pressione accademica estrema
– Scene erotiche consensuali ma emotivamente complesse
– Lutto, colpa e legami traumatici
– Manipolazione istituzionale e sorveglianza costante.

Alla Velarion, tutto si regge sull’equilibrio tra trionfo e rovina. Nessuno arriva qui per caso. Nessuno ci resta senza pagare un prezzo.
Io sono il migliore lottatore che l’Accademia abbia mai avuto. Disciplinato. Temuto. Come Achille, prima che la morte lo toccasse davvero.
Quando Patricia Vale è morta, tutto è cambiato. Non perché avessi qualcosa da nascondere. Ma perché sapevano che, se solo avessi avuto il coraggio, l’avrei lasciata per Briseide Kallaros, la ragazza che non avrei mai dovuto guardare
Non mi fido di lei. Ma non riesco a starle lontano.
Mi chiamo Killian Rhodes. E questa è la mia guerra.
Alla Velarion, nulla è mai solo quello che sembra.
Qui, nessuno è davvero innocente.
Killian Rhodes non è solo il lottatore che tutti rispettano.
Era il ragazzo della mia compagna di stanza, quello che mi guardava come se avesse già scelto, anche se non avrebbe mai dovuto.
Adesso viviamo nella stessa stanza.
Ma parliamo come nemici.
Eppure, in ogni sguardo che ci lanciamo, c’è una promessa non detta che minaccia di esplodere.
Qualcuno ci vuole qui, insieme.
E quel qualcuno conosce segreti che io stessa ho cercato di dimenticare.
Mi chiamo Briseide Kallaros e questa è la storia che nessuno avrebbe dovuto raccontare.
Perché Patricia è morta. E io non credo più a nessuno. Nemmeno a lui.

Destroy non è solo un titolo ma anche quello che ti procurerà la sua lettura.
Il romanzo non è per tutti, non è di facile lettura perché ti sconvolge, ti testa, ti fa partecipare all’esperimento.
Briseide e Killian non sono semplici protagonisti ma cavie di un esperimento molto più grande e profondo, intenso e decisamente fuori dagli schemi di quanto non si sarebbero mai aspettati.
La Velarion non è una semplice accademia militare.
Se dopo questo incipit volete continuare a leggere la recensione, lo farete a vostro rischio e pericolo.
Cos’è la fiducia? Per Briseide è qualcosa di difficilmente raggiungibile, ma presente, mentre per Killian è qualcosa di impalpabile, di lontano anni luce da quello che è il suo essere. Per la Velarion è un altro test, un’altra forma di tortura.
La rabbia è ciò che smuove il nostro protagonista, l’Achille dell’Iliade di cui questo romanzo è un retelling. La sua è una rabbia che parla di sfida, di non accettazione, di menzogne e di perdita. Parla di una vita passata sotto i riflettori, di una spinta sempre più grande a dover essere il più forte, perché l’alternativa è meglio non conoscerla, o non farla avvicinare.
A mettere i bastoni tra le ruote a quella che sarebbe potuta essere una strada senza intoppi per entrambi, è l’amore che provano Briseide e Killian. Il loro “amore è iniziato in modo spontaneo, qua è stato spinto all’eccesso e adesso è diventato qualcosa di tossico, di deviato”.
Se all’inizio era un amore normale, se così possiamo chiamarlo, più l’esperimento prosegue, più i due si trasformano in qualcuno di diverso, in qualcuno che sa fare solo una cosa: ferire l’altro.
Riusciranno a sopravvivere, entrambi, o qualcuno ci lascerà le penne? E se sopravvivranno, come lo faranno?
La Velarion distrugge. Distrugge anime, spiriti, corpi… trasforma, nasconde, mente.
La Velarion non è un’accademia militare. È un mondo a parte, nascosto in un’isola da cui non si può fuggire se non con la morte. Gli studenti sono prigionieri mascherati da studenti, anche Patricia lo dice, e il prezzo per restare in accademia è distruggere ciò che rende tali le persone: l’umanità.
È stato interessante vedere come i vari personaggi siano stati sovrapposti, tramite paragoni o come se la storia si ripetesse tra passato e presente.
Il bisogno dell’altro diventa forma di violenza, sia verso se stessi che nei confronti di chi sta loro intorno.
Ma questo è solo l’inizio di una guerra che viene combattuta di nascosto, tra le fauci di un guardiano che non vede gli studenti come persone, ma come soggetti, come codici alfanumerici, come cavie…
Tutto ciò che leggiamo sconvolge, tanta è la potenza di ciò che accade.
Questo libro è talmente complesso, strutturato e pieno di informazioni che, anche non dovesse piacere la storia, merita 5 stelle solo per l’enorme lavoro che c’è dietro.

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