Review party “Nel blu dell’universo profondo” di Elle Eloise

Recensione

Questa novella della serie How to disappear completely è stata per me un vero tuffo nel blu del titolo, come mi capita sempre con i libri di questa talentuosa autrice italiana: Elle Eloise ti fa immergere nella storia, che sia piano piano o gettandotici di botto, ti ritrovi giù, talvolta a nuotare in un mare di belle sensazioni, altre a lottare per riemergere, provando sulla tua pelle le emozioni che provano i personaggi di carta, che di carta non ti sembrano più, sono persone vere, reali, possono essere tuoi amici, o un compagno di scuola che incroci tutti i giorni nei corridoi, o il vicino di casa. Persone vere, coi loro lati all’ombra e alla luce, prismi multi-sfaccettati di emozioni, sentimenti, segreti.

Il blu del titolo non è soltanto quello del colore dei capelli del protagonista, Denis, che abbiamo già conosciuto come personaggio secondario nel romanzo Solo noi nell’universo. Questo blu è un simbolo, per il protagonista, e io l’ho vissuto anche come il blu all’inglese, blue, che non significa soltanto il colore, ma triste. Il blu dei problemi di Denis, problemi che gli sono stati causati da un’altra persona, in cui lui ha rischiato di affogare.

In questa novella vengono svelati dettagli importanti della vicenda giudiziaria di cui si parla nel romanzo, di ciò che ha portato a questo punto. Si parla di abusi su minori e di una madre non degna di portare questo nome. E l’autrice, come sempre, riesce a essere incisiva e al tempo stesso delicata, come mi sono già ritrovata a dire in altre recensioni di suoi romanzi: Elle è una maga in carezze taglienti, riesce a parlare di temi scottanti senza farti accapponare la pelle ma, al tempo stesso, il suo messaggio ti entra dentro, forte, il silenzio del suo non detto, non mostrato, è più potente di ciò che lei ci svela. Ci lascia immaginare, e la nostra immaginazione corre con una sua sola imbeccata. Questa, per me, è la maestria di una scrittrice degna di essere chiamata così.

Noi facciamo il percorso di salvezza di Denis, siamo con lui quando l’ingenuità di bambino gli cade dagli occhi e capisce, siamo con lui quando cerca di anestetizzare il proprio corpo per obliare anche i pensieri, siamo con lui quando piano piano si risolleva e riesce ad avere giustizia.

Denis non si salva da solo, come nessuno dei personaggi di questa autrice, ma da solo arriva al punto di essere degno di avere qualcuno a fianco, dopo aver toccato il fondo, è un percorso che tutti noi dobbiamo fare perché ci sono momenti catartici in cui siamo soli, in cui è giusto che sia così. E poi, quando crediamo finalmente di poterci meritare il meglio dalla vita, ecco che quel meglio arriva. Mi sono emozionata ritrovando un altro personaggio da me molto amato sin dal primo romanzo, Ozzy e sono stata contenta che, attraverso Denis, anche lui abbia avuto il suo finale lieto.

Ho amato tutti i personaggi di questa serie, ognuno legato agli altri come tasselli di un mosaico meraviglioso, in cui ogni dettaglio, ogni parola, sono al posto giusto. La bravura di una scrittrice è anche questa: non solo dare vita a personaggi indimenticabili, ma costruire una struttura che regge dall’inizio alla fine, pur passando attraverso tanti libri, dalla forma perfetta, dialoghi incalzanti e prosa poetica.

Aspetto il prossimo lavoro di questa autrice, qualunque sia, so che mi piacerà moltissimo.

Estratti:

Gli lancio uno sguardo ferale, notando le sue ciocche scarmigliate nel modo giusto, gli occhi acquamarina in cui ci si può sciacquare per uscirne ripuliti come neonati il giorno del Battesimo. Vorrei essere innocente come Francesco, vorrei diventare innocente anche solo guardandolo negli occhi. Ma non lo sono e, di certo, non lo diventerò.

Si chiama “tritanopia”, è una forma di daltonismo al blu e al violetto: in pratica è l’incapacità di distinguere il blu dal verde e si vede tutto più sulle tonalità del rosso.»

«Stai dicendo che non sai com’è fatto il blu?»

«Sto dicendo che quello che io considero blu è diverso da quello che tu consideri blu» spiego, riflettendoci un momento.

«Pazzesco!»

Scoppio a ridere ancora. Mi sono sempre considerato un attore relegato nella zona d’ombra di un palcoscenico, eppure il suo entusiasmo e la sua curiosità nei miei confronti mi fanno sentire come se qualcuno mi avesse appena gettato un cono di luce addosso. Non so se esserne felice o terrorizzato.

Recensione:

Editing:

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