Review Party “Il bacio” di Simonetta Carminiti

 

 

Il terzo millennio sta per arrivare. Scalcia pieno di aspettative anche alla porta di Diana, diciassettenne a Roma nel 1999. Diana, che vede nel suo riflesso allo specchio la Eleanor Rigby dei Beatles, confida i suoi segreti a una bizzarra suora laica e, perfino nella sua scarsa vita sociale in parrocchia, soffre l’ombra della sua sorella adottiva: Khady, metà senegalese, metà francese, troppo bella e troppo dolce per essere vera.  A vent’anni dal Duemila, Il Bacio è la storia di un primo amore decisamente fuori dagli schemi. Una storia quasi futurista di integrazione e conflitto, crescita, scoperta e incantesimo dell’attesa.

Per recensire nel modo migliore questo romanzo, occorrerebbe sviscerarlo a fondo, prendendo in esame ogni tema che emerge durante la lettura, e spostare, di volta in volta, il focus dell’attenzione. Non so perché si intitoli Il bacio Forse perché alla fine tutto conduce lì, a quel bacio tanto atteso e bramato dalla protagonista, un bacio che rimarrà per sempre nei suoi ricordi, ma anche un bacio la cui fiamma sarebbe pronta ad ardere nuovamente se il destino lo volesse… Tuttavia, fermarsi solo a questo aspetto sarebbe riduttivo perché, come ho già detto, tanti sono gli argomenti meritevoli di considerazione. Ho deciso quindi di discostarmi dal titolo parlandovi di questa storia in generale, cercando di inquadrarla nel suo insieme.

È un romanzo profondo, intenso, descrittivo; è un racconto che da’ più spazio ai pensieri che ai dialoghi, una sorta di flusso di coscienza e riflessioni con cui la protagonista ci mostra un periodo di passaggio della sua vita, ci presenta la sua famiglia, i suoi amici, i suoi desideri più nascosti.

Diana è una ragazza che non ha il coraggio di lasciarsi andare: preferisce la solitudine (ma non è solitaria), piuttosto che confrontarsi con i coetanei e accettare ciò che questo comporta. Il passato è una certezza, il futuro una possibilità, ma è il presente a crearle dei problemi. Vivere all’ombra di una sorella che è il suo esatto opposto e che tutti sembrano adorare, poi, non aiuta la sua autostima e, anche se le vuole infinitamente bene, si ritrova spesso a invidiarla o a sperare che qualcuno le trovi dei difetti per sentirsi “più giusta”. Nadia sogna di piacere, di sentirsi qualcuno; brama l’amore e fa dell’amore la sua prima passione.

Tante sono le cose raccontate e descritte, molti sono i pensieri che la protagonista cela all’esterno e, a volte, anche a se stessa, perché troppo difficili da accettare.

Una storia che parla di vita, di piacevoli illusioni, di scelte che sanno più di sicurezza che di felicità; una storia che parla di verità.

Un romanzo adatto a chi non riesce a far sentire la propria voce ma che sa che, in fondo, potrebbe raccontare più di chiunque altro.

firma Claudia

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