Review Party “Dark Desire” di Victory Storm e Melissa Castello

 

 

 

La mia vita è stata un susseguirsi di errori e scelte sbagliate.
Il primo errore? Essermi innamorata di un uomo finito in galera e promettergli di aspettarlo.
Il secondo errore? Sposare un uomo per dimenticare il primo amore.
Il terzo errore? Scoprire il tradimento di mio marito e sfogare la disperazione in quel dannato bar.
Tre errori e tutto è precipitato.
Uno sguardo, una carezza, quella voce che sapeva come piegarmi al suo volere ed ecco che il cerchio si chiudeva facendomi scontrare con il mio primo errore che ora veniva a presentarmi il conto.
Potevo peggiorare la mia vita già complicata?
Sì, con una bugia.
Una bugia capace di farmi perdere tutto ciò che avevo e che mi avrebbe fatta cadere nelle mani di colui che avevo cercato di dimenticare per tutta la mia vita.

Non ci siamo!

Mi dispiace immensamente iniziare così una recensione, ma è stato il mio primo pensiero sin dalle prime pagine del libro.

Non vi lascerò con i dubbi, ma cercherò di spiegarvi bene i motivi di questo mio pensiero.

Inizio quindi dal dirvi che il libro avrebbe un assoluto bisogno di una bella e massiccia dose di editing! Durante la lettura trovarsi davanti a “Mi parcheggiai” riferito a lei che parcheggia la macchina e “mi aveva imprestato”, sicuramente non è un buon biglietto da visita per il libro stesso. Purtroppo,  o per fortuna sono una blogger che nota i dettagli e per quanto riguarda la grammatica sono particolarmente pignola.

Detto questo passiamo alla trama… L’idea non era male, non era male se fosse stata coerente, ma la coerenza la troviamo solo da parte dei genitori della protagonisti, che sì, si ammorbidiscono nei riguardi del fidanzato della figlia, ma odio era e odio smussato comunque rimane. Per il resto, ci troviamo davanti ad un altalenare di sentimenti, ti odio ma ti amo, non voglio amarti, ma ti odio… Voglio  far funzionare le cose con mio marito e cinque minuti dopo giurare amore eterno ad un altro uomo. Mi va bene l’amore, mi va benissimo l’amore viscerale che ti fa compiere pazzie e ti annienta il cervello, ma anche in questo caso, tutto ha un limite. Vogliamo parlare delle amiche della protagonista? Benissimo, questo è forse il tratto che più mi ha infastidito, passare dall’odiare una persona per il male che ha fatto alla loro amica, dire che non è l’uomo adatto alla loro amica e aiutarlo ad organizzare il matrimonio… Il passo è stato brevissimo!!! Ma davvero?

Terza cosa e poi penso di aver concluso, quando si ambienta il libro in un determinato posto, quel posto bisogna conoscerlo, così come bisogna conoscere gli usi e i costumi di quella determinata cultura. Il libro è ambientato in Inghilterra, si fa addirittura riferimento a Londra in un passaggio del libro, ed essendo questo il luogo in cui vivono i protagonisti del libro, le autrici non possono venirmi a dire che si preparano un tiramisu’ con i savoiardi comprati nella bottega sotto casa. No, mi spiace, ma proprio no, i prodotti italiani si trovano ovunque, ma non così facilemtne come possa sembrare. Inoltre… se parliamo di una distanza, non possiamo parlare prima di miglia e poi di chilometri.

Piccolezze? Forse sì, ma per chi ama i dettagli sono incongruenze enormi.

Mi spiace, ma come ho detto all’inizio, non ci siamo!!!

ELEONORA

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