Recensione “Undici morti non bastano” di Raffaele Malavasi

 

In un frutteto di Sparzi, località dell’entroterra genovese, viene ritrovato il cadavere di una donna. Il corpo, sottoposto a una rozza imbalsamazione, nasconde un manoscritto indecifrabile. L’indagine, affidata all’ispettore Manzi e alla sua squadra, appare fin da subito delicata per i possibili legami con un noto fatto di cronaca nera: proprio a Sparzi, tra la fine della guerra e gli anni Settanta, si verificarono undici efferati omicidi, attribuiti al cosiddetto Barbiere, mai identificato. Grazie anche al contributo di una giornalista, Orietta Costa, le indagini di Manzi seguono un filo che si muove tra presente e passato e lo portano a fare i conti con la storia del paese, legata alle violente vendette incrociate del dopoguerra. Ma quando l’ispettore comincia a sospettare che la scia di sangue abbia una matrice ben diversa, a essere in serio pericolo sarà la sua stessa vita. L’intervento di Goffredo-Red Spada, questa volta, potrebbe arrivare oltre il tempo massimo…

 

Primo libro che leggo di quest’autore. Confesso di non esserne rimasta affascinata.

Non avendo letto i precedenti, si sente che manca qualche informazione. Si capisce, ovviamente, visto che i riferimenti al passato sono molti, ma mi rendo conto di non aver colto proprio tutto.

In questo romanzo, scopriamo cose rimaste in sospeso dal precedente.

 

Non ho amato particolarmente il modo di suddividere i capitoli: senza un titolo o un nome a cui è riferito, dobbiamo capire di chi si parla leggendolo. Se già la lettura resta un po’ complicata dalla moltitudine di eventi, a peggiorare la scorrevolezza della lettura è anche questo fattore.

 

Goffredo è il protagonista, ma resta un po’ sullo sfondo, almeno fino alla fine. Rimasto vedovo, cerca in ogni modo di scoprire cosa è accaduto alla moglie e a causa di chi. Quando viene a sapere una verità, capisce, seppur con molta riluttanza, di doversi guardare allo specchio e che si deve rendere conto che si è raccontato molte menzogne lui stesso.

La giornalista Orietta rientra nel vivo dell’azione grazie al supporto del suo supervisore. Si appassiona a una storia che si andrà ad intrecciare con un’altra, molto più vecchia e datata: l’uccisione di minimo undici vittime. Qui riscopriremo la storia di una città, Sparzi, e dei suoi personaggi, molti con segreti, che vorrebbero nascondere la verità e il proprio passato.

 

 

La storia in sé non è male, perché ne include diverse, ma restare al passo con personaggi ed eventi mi è risultato difficile.

Mi aspettavo di più.

 

 

firma Claudia

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