Recensione “Una nota nel cuore” di Ilaria Mossa

 

 

 

 

 

“Quando si ama col cuore, anche la mente può dimenticare?”

Per Rosemary l’amore è solo un’utopia, un sentimento destinato a finire. Dopo l’ultima delusione, ha deciso di stare alla larga dalle relazioni e di concentrarsi soltanto sulla musica. La musica non tradisce, è rassicurante.
Quando incontra Robert, però, le convinzioni di Rose vacillano. Lui, cresciuto in fretta a causa della morte dei genitori, le insegnerà a vivere e a rischiare per la propria felicità.

“Dicono che da un bacio si capiscano molto cose. Che se non provi nulla, significa che non siete fatti per stare insieme. Come il cappello parlante in Harry Potter: decide lui la tua sorte. Io, però, capii soltanto una cosa: dopo quella mattina, nulla sarebbe stato più lo stesso”.

Ho letto questo libro praticamente in due giorni e scrivere questa recensione è difficilissimo, vorrei potergli dare un voto alto perché l’idea di base è veramente bella. C’è l’amore, c’è la musica, ci sono due giovani cuori pronti a mettere in discussione tutto pur di stare insieme e ci sono i colpi di scena… e qui arriva il tasto dolente… tanti troppi colpi di scena!!!

Ilaria Mossa scrive bene, ha uno stile pulito e non ho riscontrato particolari errori o refusi, ha ideato una storia assolutamente non banale, dove i protagonisti non rispondono agli stereotipi propri del genere, ma sono due ragazzi normali e questo è bellissimo.

Come dicevo i problemi arrivano con i colpi di scena, il primo è quasi obbligatorio, il secondo tiene alta l’attenzione del lettore, il terzo ti spiazza… dal quarto in poi sembra solo un voler allungare il romanzo all’infinito… quello che capita a questi due ragazzi è a dir poco allucinante e esagerato e quando giri la penultima pagina pensando al più che meritato lieto fine rimani perplessa perché non solo non c’è un lieto fine (e ci può stare, è una scelta legittima dell’autore che non toglie nulla alla bellezza del libro) ma ti ritrovi davanti alla scritta “to be continued”! Ho chiuso e riaperto il libro all’ultima pagina svariate volte… non ci volevo credere… cos’altro deve accadere? Perché ostinarsi a portare avanti in modo così forzato questa storia?

Torno a ripetere, le basi per un libro piacevolissimo c’erano tutte ma come dice il vecchio adagio “il troppo stroppia” ed è esattamente questo il caso!!!

 

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