Recensione “Un viaggio per innamorarsi” di Francesca C. Cominelli e Chiara Rametta

 

 

Un viaggio itinerante, due migliori amici divisi dal destino.

Atena Mancuso ha ventisei anni, siciliana d’origine, milanese d’adozione. Era solo una ragazzina quando i suoi genitori decisero di trasferirsi a Milano contro il suo volere, costringendola a lasciare tutti gli affetti più cari, persino Giacomino, il suo migliore amico. Di lui non ha più notizie e ormai quel nome è solo un lontano ricordo. Se solo sapesse che in realtà lui la detesta con tutte le sue forze per averlo lasciato da solo, in balia dei bulli della loro scuola. Tredici anni dopo, la migliore amica di Atena le propone di fare un viaggio itinerante alla scoperta del Bel paese. Atena accetta immediatamente, pensa sia l’occasione giusta per recuperare la sua storia, ormai quasi al capolinea, con Costantino, il suo fidanzato. Peccato che una volta salita sul van, dovrà fare i conti con un’inaspettata sorpresa dal passato.

Un numero sbagliato, un’amicizia finita nel dimenticatoio, così Atena e Giacomino si dividono e si ritroveranno a distanza di anni in un viaggio paradossale, inaspettato e imprevedibile.

Atena e Giacomino tanto più diversi tra di loro, quanto più simili nell’intimo.

Non sono gli stessi ragazzi che hanno condiviso le emozioni dell’adolescenza fra primi baci e la prima cotta, anzi, sono cambiati nel profondo e incontrarsi su quel camper troppo piccolo per contenere entrambi, alimenterà solamente altre insicurezze, antichi rancori, ricordi sbiaditi, rimpianti e incertezze.

Amo la scrittura della Cominelli, è briosa, allegra e frizzante, le sue storie inizialmente “infantili” ti riportano a pensare a unicorni, colori pastelli, luci e stelline; continui a leggere non riuscendo a smettere perché quando sei entrata nel suo mondo non vorresti uscirne più.

Un libro scritto a quattro mani dove, se da un lato abbiamo i colori di Francesca, dall’altro troveremo la sobrietà di Chiara che inserisce la realtà in quei sogni troppo colorati riportando la storia nella direzione giusta.

Il contrasto fra i due protagonisti è il punto di forza, per la prima volta non abbiamo il principe pronto a tutto per salvare la principessa, ma un uomo non troppo cresciuto, “disagiato”, senza un lavoro fisso, timido e con un carattere non proprio di ferro, un “umano” in una storia non artefatta.

Ho riso, certamente, ho sognato, quello sicuro, preferisco Giacomino a un bad boy? Beh diciamo che le autrici ce lo servono su un piatto d’argento quindi volente o nolente ci innamoreremo di lui.

Anna

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