Recensione “Un uomo buono e corrotto” di Cristina Bruni

 

È un ex colonnello. Un killer su commissione. L’amante di un boss malavitoso. E anche un gigolò.

Sebastian DeMar è tutte queste cose. Ha imparato a convivere con i suoi peccati e pensa che la sua anima è ormai corrotta, che non può più redimersi.

Fino a quando non incontra Jean “John” Fontenot, che riesce a intravedere ciò che di buono è rimasto in lui. L’amore sembra quindi la risposta.

C’è solo un piccolo problema: John è un detective della polizia di New Orleans, e a Sebastian è stato dato l’incarico di ucciderlo.

 

 

Che posso dire se non che questo libro mi è piaciuto davvero tanto?

Adoro le trame in cui uno dei protagonisti si pone domande circa la sua sessualità, credendosi etero convinto, per poi cedere davanti a una persona del suo stesso sesso. Mi piacciono le elucubrazioni mentali che ne escono fuori, quella pseudo paura di sentirsi inadeguato per poi scoprire che in realtà va tutto molto bene. Questo è quello che mi ha trasmesso questa lettura insieme a molto altro.

I sentimenti contrastanti che John Fontenot, detective integerrimo della polizia di New Orleans, pensa di nutrire per il suo partner Wes Sheridan, non riescono a trovare risposte per una retata finita male, che porta alla morte proprio di quest’ultimo. Ma le domande sono troppe e John non può lasciarle inascoltate, si rivolge quindi a un club in cui si organizzano incontri di tutti i tipi. Ed è qui che fa la conoscenza di Sebastian DeMar. All’inizio se ne tiene a debita distanza, cercando solo un dialogo, ma il gigolò non ha la stessa pazienza del nostro agente e gli ruba un bacio. Inizia così un gioco fatto di fughe e di rincorse, dove non ci sono vincitori né vinti, fino a che John non pone definitivamente fine alla loro breve relazione, troppo ligio al dovere.

Le loro vite prendono strade diverse, ma il pensiero è sempre lì, come un filo invisibile che non gli permette di allontanarsi. Una spy story davvero ben studiata, anche se una cosa mi ha lasciata un po’ perplessa: Sebastian si rifiuta di fare una cosa che riguarda John, ma l’incarico poteva essere svolto da chiunque altro… Comunque non è una cosa troppo rilevante per lo svolgimento della storia.

Ho apprezzato molto anche l’introduzione di Jamie, quel ragazzino sperduto di cui Seb si prende cura mentre è in esilio, che diventa di fondamentale importanza al fine della trama. Scritto in terza persona, una cosa che non mi aggrada particolarmente, mi ha permesso comunque di entrare in sintonia con i protagonisti. Poche ma efficaci scene di sesso, ben calibrate e perfettamente in linea con la trama. Quindi, tirando le somme, direi bello, emozionante, incalzante. Un libro da non lasciarsi sfuggire per chi ama questo genere, con una trama completa che mette in evidenza l’amore vero, unico, quello giusto. Una storia di rivincita, di seconde opportunità che riesce a farti sognare ed evadere per un po’ dalla vita reale.

Alla prossima!

BARBARA M

firma Claudia

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